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Puglia, candidati al Consiglio regionale non eletti: attesa per la decisione del Tar su tre ricorsi

È attesa entro domani mattina la decisione del Tar su tre dei sette ricorsi presentati da altrettanti candidati al Consiglio regionale pugliese, non eletti, contro i risultati del voto che si è svolto a novembre scorso. Stamattina sono stati discussi i ricorsi presentati da Domenico Damascelli, primo dei non eletti nella lista di Fratelli d'Italia…
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È attesa entro domani mattina la decisione del Tar su tre dei sette ricorsi presentati da altrettanti candidati al Consiglio regionale pugliese, non eletti, contro i risultati del voto che si è svolto a novembre scorso.

Stamattina sono stati discussi i ricorsi presentati da Domenico Damascelli, primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Bari; Sergio Blasi, primo dei non eletti nel Pd nella circoscrizione di Lecce; e Francesca Bottalico, prima dei non eletti nella lista Decaro presidente nella circoscrizione di Bari. Tutti e tre contestano il criterio di attribuzione dei seggi e, in particolare, la distribuzione dei resti tra le circoscrizioni.

Damascelli e Blasi (avvocati Emilio Toma e Loredana Papa per il primo, Agostino Meale per il secondo) contestano l’attribuzione del seggio assegnato a ciascuna delle loro liste alla circoscrizione Bat, mentre Bottalico (avvocato Nino Matassa) contesta l’attribuzione del seggio della sua lista nella circoscrizione di Foggia.

Il prossimo 20 maggio, invece, saranno discussi gli altri quattro ricorsi elettorali depositati da Lucia Parchitelli (prima dei non eletti nella lista Pd nella circoscrizione di Bari); Avs per l’ex governatore Nichi Vendola e Annagrazia Maraschio; Alessandro Leoci e Gianni Stea per Avanti Popolari.

Il ricorso di Parchitelli contesta, tra le altre cose, l’attribuzione dei seggi tra le circoscrizioni e la parte della legge elettorale pugliese che prevede come premio di maggioranza massimo di 29 seggi alla coalizione vincente e 21 alla minoranza, anche se il candidato presidente ottiene un numero di preferenze superiore al 40%. Gli altri tre ricorsi riguardano il criterio di calcolo della soglia di sbarramento del 4% fissata per le liste in coalizione.

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