Dopo la condanna a due anni per corruzione nell’ambito del processo contro il clan Moccia a Napoli, l’assessore al Welfare del Comune di Lecce, Andrea Guido, è stato sospeso dalla carica politica.
La misura è stata disposta dalla Prefettura del capoluogo salentino per l’ormai ex esponente della Giunta Poli Bortone – il più votato della maggioranza – nei cui confronti è stata stabilita anche l’interdizione temporanea dai pubblici uffici per un anno.
«Come avevo già dichiarato, darò puntuale seguito alle determinazioni dell’autorità prefettizia, nel pieno rispetto della legge», commenta la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, annunciando che «tratterrò per me le deleghe finora affidate all’assessore, assicurando la continuità dell’attività amministrativa e il proseguimento del lavoro nei settori interessati».
La prima cittadina ringrazia Andrea Guido «per il lavoro fin qui svolto con impegno e dedizione al servizio della città, per il contributo offerto all’Amministrazione e per l’attenzione riservata alle responsabilità che gli ho affidato, auspicando che possa tornare quanto prima a svolgere il proprio incarico. La mia fiducia personale e politica nei suoi confronti resta ferma – si legge in una nota della sindaca -, coerentemente con quanto ho già affermato. Mi sono assunta la responsabilità della sua nomina e mantengo il doveroso rispetto per un percorso di accertamento della verità non ancora concluso, con l’auspicio che Andrea Guido possa dimostrare, nel prosieguo del procedimento, la propria estraneità ai fatti contestati».
Per Poli Bortone, «l’attenzione ai bisogni dei cittadini e il rispetto degli impegni assunti con la città continueranno a guidare il nostro lavoro. Per il raggiungimento di singoli obiettivi mi avvarrò, ove necessario, anche della collaborazione dei consiglieri di maggioranza».
Guido, in un post pubblicato sui social, scrive: «Accetto questo momento con la coscienza pulita di chi ha lavorato solo per il bene comune». E assicura che «il mio impegno e la mia dedizione non si fermano con una carta o un provvedimento. Il mio “ufficio” continuerà a essere il bar Astoria, perché è lì, in mezzo alla strada e tra la mia gente, che fin dal primo giorno da assessore, con la mia valigia di deleghe, dal Welfare alla Coesione sociale, dalle Politiche della famiglia alla Tutela degli animali, fino ai diritti e alla cura della nostra Lecce, ho scelto di stare».
