Accorpamenti estivi, reparti ridimensionati e pazienti costretti a spostarsi verso altri ospedali. È l’allarme lanciato dalla Cgil Lecce e dalla Fp Cgil, che denunciano un progressivo depotenziamento della rete ospedaliera salentina e chiedono un intervento urgente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. Al centro delle contestazioni ci sono le decisioni che interessano gli ospedali di Galatina e Casarano, con effetti immediati su Ostetricia, Ginecologia, Pediatria e Chirurgia. I segretari generali Tommaso Moscara e Floriano Polimeno parlano di un vero e proprio «colpo di mano», contestando scelte organizzative adottate durante il periodo estivo che, a loro giudizio, rischiano di trasformarsi in provvedimenti permanenti.
La chiusura di fatto
Particolarmente critica la situazione del punto nascita di Galatina, dove l’accorpamento con Gallipoli ha comportato il trasferimento di numerose partorienti verso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Secondo il sindacato, il reparto di Galatina rappresenta un’eccellenza, con circa 600 parti all’anno nonostante una cronica carenza di personale. La sospensione dell’attività avrebbe già determinato un sovraccarico delle strutture di Lecce e Gallipoli, aumentando i tempi di attesa e le difficoltà organizzative. La decisione di contattare telefonicamente le donne che avevano programmato il parto a Galatina per indirizzarle altrove viene interpretata come una chiusura di fatto del reparto.
Il taglio di posti letto
Preoccupazioni riguardano anche Pediatria, dove il ridimensionamento potrebbe comportare la perdita della struttura complessa e la ricollocazione del primario, con ripercussioni sull’assistenza ai piccoli pazienti dell’area centrale della provincia. Parallelamente, la chiusura estiva della Chirurgia di Casarano rischia di trasferire centinaia di pazienti verso altri ospedali pubblici oppure verso strutture private, con inevitabili conseguenze sulla gestione delle urgenze e sul sistema del 118. Per Moscara e Polimeno il problema non riguarda soltanto l’organizzazione estiva, ma un processo più ampio di progressivo arretramento della sanità pubblica. I due dirigenti sindacali denunciano il continuo taglio di posti letto e personale, sostenendo che sempre più servizi vengano affidati ai privati.
Tra gli esempi citati figurano interventi di piccola chirurgia, urologia, oculistica e diversi settori della riabilitazione. La Cgil e la Fp annunciano la predisposizione di un dossier da trasmettere sia ai vertici dell’Asl Lecce sia alla Commissione Sanità della Regione, chiedendo un’audizione monotematica dedicata alla situazione della sanità salentina. L’obiettivo è ottenere un confronto pubblico sulle scelte in corso e sollecitare un piano di assunzioni che consenta di mantenere attivi i reparti senza ricorrere ad accorpamenti e chiusure temporanee. Per il sindacato, il diritto alla salute non può essere condizionato dalla stagione estiva né dalla disponibilità economica dei cittadini.
