Rapidità di riflessi, traiettorie millimetriche e una precisione chirurgica ai comandi. È la ventiquattrenne leccese Luisa Rizzo la trionfatrice della quarta tappa del campionato italiano professionistico di Drone Racing, disputata nella cornice dell’ippodromo militare generale Giannattasio di Tor di Quinto a Roma. Un successo netto che proietta la giovane fuoriclasse salentina al comando assoluto della classifica generale del torneo tricolore al termine di una due giorni ad altissimo tasso di adrenalina.
L’evento ha fatto da teatro alla prima edizione dell’“Esercito 1659 Drone Challenge”, rassegna promossa dal Ministero della Difesa e organizzata in sinergia da Difesa Servizi e dall’Esercito Italiano. Oltre quaranta i piloti scesi in pista – suddivisi tra sedici civili, diciotto effettivi militari e gli otto specialisti della categoria Pro – che si sono sfidati a velocità vertiginose sul circuito aereo, con passaggi al decimo di secondo esaminati persino attraverso un sofisticato sistema di Var analogo a quello impiegato nei campi di calcio. Nella categoria “Open”, riservata ai dilettanti, il gradino più alto del podio è andato al diciannovenne varesino Massimo Colombo Kyle.
La manifestazione è stata impreziosita da un confronto di alto livello dedicato alle prospettive tecnologiche, sportive e di sicurezza legate ai velivoli a pilotaggio remoto. «Siamo di fronte a un ambito pionieristico – ha sottolineato l’amministratore delegato di Difesa Servizi, Luca Andreoli – dove la declinazione sportiva esprime performance straordinarie: è un approccio innovativo allo sport, non unicamente muscolare e proprio per questo autenticamente inclusivo». Elogi a scena aperta sono giunti anche dal capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello: «Osservare la padronanza di guida di questi giovani è un piacere e un momento di crescita pure per noi; dimostrano abilità superiori a quelle dei nostri militari, che non svolgono esclusivamente questa attività. È fondamentale affrontare queste trasformazioni come sistema Paese».
Sul fronte industriale della difesa, il condirettore generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha evidenziato come le piattaforme moderne debbano essere progettate per integrarsi in rete e via satellite, proteggendosi al contempo dalle minacce aeree senza pilota. A rilanciare il valore agonistico della disciplina è stato invece il presidente dell’Aero Club d’Italia, Stefano Arcifa, che ha avanzato la candidatura della Capitale come futura sede per un evento internazionale di rango olimpico. Un fermento che riflette un’espansione senza precedenti: secondo i dati illustrati dal presidente dell’Enac, Sandro Pappalardo, la platea dei piloti registrati con regolare attestato in Italia ha raggiunto quota 330mila unità, mettendo a segno un balzo del 30% nell’ultimo anno.
