Per la quarta volta da quando è iniziato il conflitto tra Russia e Ucraina, oltre quattro anni fa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, oggi è ritornato Madrid per firmare una serie di accordi con cui la Spagna ribadisce il proprio sostegno a Kiev di fronte all’aggressione russa «per tutto il tempo necessario». Alla vigilia della partecipazioni al Consiglio europeo, domani a Bruxelles, il leader ucraino è stato accolto al Palazzo della Moncloa dal presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez e nel corso della giornata, è in programma una visita da re Felipe VI al Palazzo della Zarzuela.
Focus dell’incontro
Al centro dell’incontro con Sanchez, il rafforzamento del sostegno a Kiev in un contesto internazionale segnato da forte incertezza per la guerra in Medio Oriente, che rischia di oscurare il conflitto fra Russia e Ucraina. Tra le priorità, la sicurezza energetica dell’Ucraina, compromessa dai bombardamenti russi che hanno ridotto del 70% la capacità elettrica del Paese.
In questo ambito, secondo fonti governative, enti pubblici e privati spagnoli hanno già inviato generatori in grado di fornire energia a circa 14mila persone. Prevista inoltre la firma di accordi di cooperazione in vari settori, inclusa la possibile intesa tra aziende ucraine e spagnole nella produzione di armamenti. Madrid conferma l’impegno nella ricostruzione in Ucraina e l’appoggio a operazioni di sminamento.
Zelensky tra Russia e Iran
«La guerra della Russia contro l’Ucraina continua ed è ancora più feroce di prima», spiega il presidente Zelensky. «Almeno cinque o sei volte al mese i russi sferrano attacchi massicci contro le nostre infrastrutture. Droni e missili arrivano ogni giorno. Colpiscono il settore energetico e le città ucraine. La Russia si permette di utilizzare più missili balistici rispetto al passato. Si tratta di decine di missili balistici al mese, oltre a un numero significativo di missili da crociera e droni ancora più distruttivi. Pertanto, il rafforzamento della difesa aerea ucraina è una necessità», ha rimarcato il leader.
Per Zelensky con la guerra in Iran «la Russia ha guadagnato 10 miliardi nei primi 10 giorni solo con i prezzi del greggio, e tutto questo denaro viene investito in armi che impiega contro di noi. La Russia è molto interessata a questa guerra e il resto del mondo deve lavorare affinché finisca».
Sistemi che migliorano la difesa
Per questo è «necessaria una produzione congiunta nell’industria della difesa». Questo l’annuncio dei due leader. Nella conferenza stampa successiva alla riunione in Moncloa, Sanchez ha spiegato che «è vincolata a radar, a droni. È molto importante questa coproduzione congiunta che avremo con l’industria di difesa ucraina» poiché «dimostra la volontà della società spagnola e del governo di Spagna di non dimenticare quanto sta accadendo in Ucraina, di supportarla con tutti i mezzi e, soprattutto, di costruire un futuro comune con l’Ucraina», ha rilevato il presidente del governo iberico, che ha rinnovato il sostegno politico, miliare ed economico all’Ucraina per tutto il tempo necessario.
Da parte sua, il presidente ucraino ha precisato che «si tratta di miglioramenti di sistemi di Tips, radar, sistemi di difesa. La Spagna ha tecnologie molto buone, la ringraziamo per la possibilità di cooperare», ha segnalato Zelensky, rilevando anche «la necessità di garantire la continuità di forniture» di armi all’artiglieria.
Gli aiuti della Spagna
Annunciato un «nuovo impegno di un miliardo di euro in appoggio militare bilaterale all’Ucraina. In questo modo, dall’inizio del conflitto il sostegno della Spagna sale a quasi 4 miliardi di euro», ha aggiunto Sanchez, nel precisare che gli aiuti saranno articolati «in coproduzione industriale nell’ambito della difesa». Tutto ciò si dovrebbe sviluppare «attraverso lo strumento di finanziamento comune Safe lanciato nei mesi scorsi dalla Commissione Europea, che la Spagna utilizzerà a favore dell’Ucraina».
Sanchez ha informato che, nel corso della riunione, sono stati firmati numerosi memorandum d’intesa e accordi in materia di difesa, produzione militare, energia, credito, infrastrutture ferroviarie e ricostruzione, «a cominciare dalle necessità più urgenti che colpiscono il settore energetico» ucraino, afferma il premier spagnolo.
«Non possiamo negare che la crisi in Medio Oriente monopolizza l’attenzione e accaparra tutti gli sguardi», spiega Sanchez in apertura della conferenza. «Per questo voglio dire che niente e nessuno ci farà dimenticare il popolo ucraino», ha aggiunto assicurando che Madrid continuerà a sostenere Kiev «con la stessa intensità del primo giorno» di un conflitto «ingiusto, illegale e ingiustificato», aperto oltre 4 anni fa da Vladimir Putin.










