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Troppo caldo per lavorare: scattano i divieti in 18 regioni

Troppo caldo per lavorare: scattano i divieti in 18 regioni

Anche quest’anno le regioni italiane si muovono per proteggere i lavoratori dal caldo estremo. Sono già 16 le regioni che, prima dell’estate, hanno emanato ordinanze per sospendere le attività all’aperto dalle 12.30 alle 16 nelle zone a rischio alto secondo la piattaforma Worklimate. Il sistema, gestito da Cnr e Inail, si è appena rinnovato con il progetto Worklimate 3.0, che punta a soluzioni innovative per la sicurezza occupazionale, la sorveglianza sanitaria e il monitoraggio degli ambienti indoor non climatizzati, estendendo l’attenzione anche ai rischi legati al freddo.

I dati mostrano un’evoluzione netta: se nel 2024 le ordinanze coinvolgevano 15 regioni e 1,5 milioni di lavoratori, nel 2025 si è passati a 18 regioni per 2,3 milioni di addetti. Nel 2026 i provvedimenti interessano già quasi la totalità del Paese (18 regioni totali, escluse Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige).

“C’è una crescente attenzione ai rischi del caldo estremo”, spiega Marco Morabito (Cnr Ibe). Le tutele oggi non riguardano più solo agricoltura ed edilizia, ma si estendono a florovivaismo, logistica, consegne e manutenzione. Inoltre, molte regioni hanno anticipato le misure a maggio e le manterranno fino a settembre, adeguandosi a un clima in cui il rischio scatta ormai già in primavera.