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Voto di scambio a Modugno: la Dda di Bari chiede il processo per 11 indagati

Tra i nomi eccellenti per cui i magistrati dell’antimafia sollecitano il processo figurano l’ex sindaco della cittadina barese, Nicola Bonasia, e l’ex assessore alle Attività produttive, Antonio Lopez

Voto di scambio a Modugno: la Dda di Bari chiede il processo per 11 indagati

La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone nell’ambito dell’inchiesta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso che avrebbe inquinato le elezioni comunali di Modugno (Bari) nell’autunno del 2020. Tra i nomi eccellenti per cui i magistrati dell’antimafia sollecitano il processo figurano l’ex sindaco della cittadina barese, Nicola Bonasia, e l’ex assessore alle Attività produttive, Antonio Lopez.

L’inchiesta ruota attorno ai presunti accordi illeciti stretti per blindare la vittoria alle urne. Secondo l’impianto accusatorio, Bonasia – avvalendosi dell’intermediazione strategica di Lopez – avrebbe accettato la promessa da parte di esponenti di spicco del clan malavitoso Parisi di Bari di convogliare un massiccio pacchetto di voti in suo favore in vista del ballottaggio dell’ottobre 2020. In cambio del sostegno elettorale, la contropartita offerta ai clan sarebbe consistita nella promessa di posti di lavoro. Lo stesso Lopez, inoltre, si sarebbe spinto oltre, consegnando personalmente somme di denaro a membri del sodalizio criminale per garantirsi le preferenze nelle urne.

L’ombra dei clan sulle comunali

Le indagini della Dda hanno permesso di individuare i presunti terminali dell’accordo sul fronte della criminalità organizzata. A muovere i fili per conto del clan Parisi sarebbero stati gli imputati Cristian Stragapede e Cosimo Damiano Annoscia, entrambi ritenuti dagli inquirenti affiliati alla storica compagine mafiosa del quartiere Japigia di Bari.

I canali di procacciamento illecito dei voti, tuttavia, non si sarebbero limitati a un solo gruppo criminale. Stando a quanto ricostruito dalla Procura, l’ex sindaco Bonasia avrebbe stipulato un patto della medesima natura anche con un’altra imputata, Adriana Diomede, ritenuta una figura di riferimento dell’omonimo clan Diomede del quartiere Carrassi. L’accordo, in questo secondo filone, prevedeva il sostegno elettorale in cambio dell’inserimento e della candidatura al consiglio comunale di Modugno della figlia della donna, Lucia Bosco.

L’inchiesta dei magistrati baresi ha tuttavia svelato un sistema di condizionamento del voto ancor più ramificato: oltre alle sponde trovate nei clan mafiosi, Bonasia e Lopez avrebbero stretto accordi basati sul voto di scambio anche con soggetti privati non appartenenti a consorterie della criminalità organizzata.

Il primo importante banco di prova per l’inchiesta della Dda è già fissato in calendario. I destini giudiziari degli 11 imputati si decideranno il prossimo 16 luglio, data in cui si aprirà l’udienza preliminare davanti al Giudice per le indagini preliminari (Gup) del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, chiamato a valutare la solidità delle accuse e a decretare l’eventuale rinvio a giudizio per gli indagati.