La condanna definitiva da parte della Cassazione per la strage ferroviaria di Viareggio segna in modo indelebile il destino di Michele Mario Elia. Originario di Castellana Grotte, in provincia di Bari, l’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), a lungo figura di spicco dei trasporti nazionali, si chiude così con il verdetto che ha accertato le carenze nei sistemi di sicurezza della rete all’epoca del disastro.
Mentre Moretti si è già costituito nel carcere di Orvieto, in attesa che i legali chiedano i domiciliari per motivi d’età, a Viareggio lo spirito è opposto. Lunedì, nel diciassettesimo anniversario della strage costata la vita a 32 persone, i familiari delle vittime sfileranno in corteo fino alla Casina dei Ricordi. «Ci sono volute nove sentenze per avere giustizia, ma quello che abbiamo perso non ce lo restituirà nessuno», ricorda Marco Piagentini, che nel rogo perse moglie e due figli.
Il clima attorno alle Ferrovie resta teso. Proprio nei giorni in cui si consuma l’epilogo giudiziario, monta la polemica sulla possibile nomina a nuovo ad del Gruppo FS di un altro manager, Gianpiero Strisciuglio (oggi alla guida di Trenitalia), indagato dalla Procura di Ivrea per il tragico incidente di Brandizzo del 2023, in cui morirono cinque operai.
