Segretario metropolitano del Partito Socialista barese, 28 anni, dal gennaio 2025, da agosto, Giovanni Lomoro è componente della segreteria nazionale. Alle ultime elezioni amministrative candidato sindaco del campo largo a Modugno.
In vista dell’approvazione della nuova legge elettorale, voi ribadite come socialisti invece, l’importanza delle preferenze. Eppure il fronte progressista non è unanime su questa posizione?
«Non credo. Io prendo atto delle dichiarazioni rese ieri, in particolar modo da Stefano Bonaccini che è un esponente di spicco del Partito Democratico e che invece richiamava proprio sulla necessità del ripristino delle preferenze. Le stesse affermazioni di Magi (segretario di +Europa) e dei parlamentari di Avs, vanno in questo senso. Ma credo che al di là delle dichiarazioni di parte, sia necessaria una sollevazione popolare e delle forze politiche, perché ripristinare le preferenze equivale a restituire ai cittadini italiani il pieno esercizio del potere democratico, cioè decidere chi come persona gli italiani vogliono che vada a essere un loro rappresentante e soprattutto si restituisce agli italiani un autentico collegamento territoriale. Quindi abbiamo un rappresentante del territorio, voluto dal territorio, votato dal territorio e questo solo il sistema delle preferenze lo può garantire. Con questa struttura delle liste bloccate si toglie il potere costituzionalmente previsto ai cittadini e lo si assegna, sic et simpliciter al segretario di turno del partito».
È anche vero che con le preferenze il ruolo dei partiti verrebbe un po’ più ridimensionato e i partiti danno indicazioni ai rappresentanti in Parlamento.
«Non condivido questa lettura, al contrario così si dàla possibilità ai partiti di crescere ulteriormente le loro responsabilità nella misura in cui devono andare a compilare e stilare liste che siano costituite da rappresentanti del partito e di quel territorio, in grado anche di ottenere un consenso popolare e che soprattutto abbiano la consapevolezza che, una volta eletti, rappresentino le indicazioni programmatiche di quel partito. Adesso invece con le liste bloccate se tu vai a chiedere ai cittadini ma chi è il tuo parlamentare territorialmente competente otto persone su 10 ti dicono che non lo sanno».
