L’ultima medaglia italiana è d’oro e se la mette al collo il più vincente di tutti. Giacomo Bertagnolli mette il punto esclamativo a una Paralimpiade che entra di prepotenza nella storia dello sport azzurro.
Sette ori, sette argenti e due bronzi, un totale di 16 podi per un movimento che 12 anni fa, a Sochi, ne raccolse zero. È stato raddoppiato il bottino di Torino 2006 e nettamente superato anche il risultato di Lillehammer 1994, tredici medaglie ma mai il metallo più prezioso.
Bertagnolli, al tredicesimo podio in carriera, ha portato a casa la quinta medaglia su cinque del programma vision impaired di sci alpino a Milano Cortina. Era secondo al termine della prima manche, poi la rimonta insieme alla sua guida Andrea Ravelli. «Questa è la più bella, è quella più combattuta», il commento del trentino che nel carnet ha anche l’oro della combinata, gli argenti in Super-G e gigante e il bronzo in discesa. Poco prima di lui, c’era stato il bronzo di Giuseppe Romele nella 20km di fondo categoria sitting, il primo podio sugli sci stretti a Tesero in questi Giochi che hanno visto tanto azzurro con lo sci alpino e lo snowboard all’ombra delle Tofane.
L’Italia chiude quarta la classifica del medagliere, alle spalle della Russia che è salita quattro volte in meno sul podio ma ha conquistato un oro in più. Si tratta del miglior piazzamento nella classifica per nazioni a una Paralimpiade invernale.
Un risultato che mette gli azzurri «nel gotha dello sport paralimpico», commenta Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato italiano paralimpico: «È una soddisfazione enorme – sottolinea De Sanctis che viene accentuata dal fatto che il comitato organizzatore è quello italiano. Di più non potevamo pretendere sia in termini di risultati, sia di organizzazione».










