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Sanità, l’Oms avverte: le donne sono il 77% del settore, ma guadagnano meno

Le lavoratrici guadagnano il 19% in meno all’ora rispetto ai colleghi uomini, una disparità che schizza al 28% se si confrontano gli stipendi

Sanità, l’Oms avverte: le donne sono il 77% del settore, ma guadagnano meno

In Europa il sistema sanitario ed economico poggia sulle spalle delle donne, che rappresentano quasi il 77% dell’intera forza lavoro del settore. Nonostante questo ruolo centrale, la parità salariale resta un miraggio: le lavoratrici guadagnano infatti il 19% in meno all’ora rispetto ai colleghi uomini, una disparità che schizza al 28% se si confrontano gli stipendi mensili. A scattare questa amara fotografia è un nuovo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per l’Europa, condotto su 43 Paesi, Italia compresa. Il divario retributivo si accentua in modo drastico con l’avanzare della carriera. Se alla base della scala salariale lo scarto orario è contenuto attorno al 2%, ai vertici dirigenziali raggiunge quasi il 23%.

Sulla carta, qualifiche ed esperienza dovrebbero persino favorire le donne nei ruoli apicali, ma la realtà si dimostra opposta. Inoltre, la ricerca dimostra che più una professione è a prevalenza femminile, più le retribuzioni medie tendono ad appiattirsi verso il basso, indipendentemente dalle competenze e dalle responsabilità richieste. La componente inspiegabile di questo divario risiede proprio nella valutazione culturale del lavoro femminile. Fattori come età, orario di lavoro o livello di istruzione motivano solo in minima parte lo squilibrio, che si traduce inevitabilmente in pensioni più basse e in un maggior rischio di povertà in età avanzata. Per l’Oms Europa la soluzione richiede trasparenza salariale obbligatoria, normativa vincolante e la rimozione dei blocchi che ostacolano l’accesso alle posizioni apicali. Un cambio di passo doveroso per valorizzare chi, ogni giorno, si prende cura della salute pubblica