In caso di vittoria del Sì al Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è pronta a convocare immediatamente a Palazzo Chigi un tavolo tecnico con i rappresentanti dei magistrati e dell’avvocatura. L’obiettivo, come dichiarato dalla premier al quotidiano «Il Dubbio», è raccogliere suggerimenti per scrivere le norme di attuazione, considerate fondamentali quanto la riforma stessa.
Meloni invita i cittadini a votare Sì per correggere «storture profonde e strutturali» di un sistema che definisce spesso lento e inefficiente, dove l’assenza di responsabilità dei magistrati finisce per ricadere sui cittadini. La riforma, che prevede punti cardine come la separazione delle carriere e il sorteggio per il Csm, viene presentata non come una misura «di destra o di sinistra», ma di puro buon senso, mirata a liberare la giustizia dalle degenerazioni correntizie.
«Non vogliamo punire nessuno», assicura la premier, sottolineando come la proposta sia sostenuta anche da molti magistrati in servizio, inclusi vertici della Cassazione. Per Meloni, rendere la magistratura moderna e responsabile è un passo necessario per garantire i diritti e le libertà di tutti, superando resistenze politiche che definisce incoerenti rispetto al passato. La giustizia deve tornare a essere un potere dello Stato giusto e libero dai condizionamenti.
Conte: «Se alle urne vince il no governo colpito nella credibilità»
«Dobbiamo anzitutto evitare che vada in porto il disegno di stravolgimento della giustizia, poi non c’è dubbio che ci sia anche un forte risvolto politico: se vince il No, Meloni non lascerà Chigi, ma la bocciatura dell’unica riforma in quattro anni di governo sarà un colpo durissimo alla sua credibilità».
Così il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte , in un’intervista al quotidiano L’Unione Sarda, parlando del referendum della giustizia. «Nel referendum – ha spiegato – dobbiamo scegliere in che tipo di Paese vogliamo vivere. La riforma è chiaramente preordinata a stravolgere l’attuale assetto democratico dei poteri che i nostri Costituenti avevano previsto in perfetto equilibrio tra di loro. L’attuale governo rivendica un predominio per sé della magistratura».
Parlando dei temi su cui, a suo parere, dovrebbe basarsi un programma di governo alternativo alla destra Conte ha commentato: «Una nuova idea di lavoro in cui si rispetti la dignità delle persone, introducendo anche in Italia il salario minimo legale e la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio». Poi, «un netto cambio di pagina sulla sanità pubblica» e un «reset sui disastri combinati da questo governo sul crollo della produzione industriale». Sul tavolo governo-opposizioni sulla guerra, Conte si dice in disaccordo perché «manca il presupposto fondamentale: una condanna chiara e presa di distanza senza ambiguità degli attacchi americani e israeliani».










