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Milano, chat per organizzare le proteste del “M1710”: la Procura chiede la convalida del fermo per Siher

Siher avrebbe sfruttato gli scontri avvenuti il 17 e 18 ottobre per creare un canale Telegram per dar vita a un «progetto rivoluzionario»

Milano, chat per organizzare le proteste del “M1710”: la Procura chiede la convalida del fermo per Siher
(Foto Ansa)

Un disegno eversivo nato per ingenerare un clima di terrore e destabilizzare la vita cittadina. È il quadro delineato dalla Procura di Milano nella richiesta di convalida del fermo per Youssef Siher, 31enne di origine marocchina ritenuto il promotore del “Movimento 17 ottobre”. Nelle 14 pagine firmate dalla pm Francesca Crupi e dal procuratore capo Marcello Viola, si contestano reati gravissimi aggravati dalla finalità di terrorismo, evidenziando una vera e propria «strategia di tensione continua». Secondo gli inquirenti, l’indagato avrebbe sfruttato gli scontri avvenuti il 17 e 18 ottobre per creare un canale Telegram da oltre 11 mila iscritti, utilizzato per incitare i membri a dar vita a un «progetto rivoluzionario» e a prepararsi a nuovi scontri con le forze dell’ordine. Tra i messaggi vagliati dai magistrati compare una citazione Instagram – «Meloni dichiara guerra al futuro di questo Paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame» – oltre a un comunicato del 23 ottobre con cui si rivendicava il controllo della piazza.

L’accusa sottolinea come Siher fornisse costante supporto logistico: dalla comunicazione dei luoghi di ritrovo all’ultimo momento per aggirare i controlli di polizia, fino alle indicazioni sugli spostamenti corteo. Condotte che, invece di arginare i messaggi violenti della chat, hanno rafforzato i propositi criminosi dei partecipanti. A dimostrazione del clima di forte intimidazione generato dalle azioni del 31enne, i magistrati richiamano la massiccia mobilitazione di forze dell’ordine ed esercito, nonché la decisione di numerosi commercianti milanesi di blindare le vetrine o chiudere i negozi per timore di devastazioni e saccheggi. L’interrogatorio di garanzia si terrà al carcere di San Vittore davanti alla gip Tiziana Landoni.