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Iran-Usa, Teheran apre ai negoziati e il prezzo del petrolio cala del 6,7%

Iran-Usa, Teheran apre ai negoziati e il prezzo del petrolio cala del 6,7%

Il petrolio crolla e i mercati tirano un sospiro di sollievo: l’apertura alla diplomazia tra Stati Uniti e Iran riaccende l’ottimismo sui listini. Il greggio frena bruscamente, con il Wti in calo fino al 6,7% a 97,1 dollari al barile e il Brent allo stesso livello di flessione a quota 105,86 dollari. A innescare il ribasso sono le parole del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, riportate dall’agenzia statale Irna durante un incontro con i governatori provinciali a Teheran. Pezeshkian ha dichiarato che il governo si sta adoperando per risolvere la situazione con il dialogo, sottolineando come la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, abbia conferito all’esecutivo l’autorità e i poteri necessari per farlo. «I nostri avversari non possono costringere l’Iran alla resa attraverso un conflitto.

Ci opponiamo fermamente alle loro menzogne e alle loro pretese eccessive. In questo percorso, dobbiamo impegnarci a rafforzare la resilienza della popolazione, facendoci carico delle sue preoccupazioni», ha aggiunto il presidente. Le speranze negoziali, alla vigilia delle elezioni di Midterm americane, spingono i mercati globali. In Europa le Borse scambiano in rialzo: Madrid guadagna lo 0,8%, Milano lo 0,5%, Parigi lo 0,3% e Francoforte lo 0,2%, mentre la sola Londra è in lieve frazionale ribasso (-0,1%). Corrono i future su Wall Street, guidati dal Nasdaq (+0,8%). Sprofonda anche il prezzo del gas dell’8,5% a 95 euro al megawattora. In deciso miglioramento i titoli di Stato: i Treasury cedono 3 punti base al 4,9%, mentre i Btp scendono al 4,43%, stringendo lo spread con il Bund a 113 punti base.