Un taglio dell’Irpef che garantisce fino a 500 euro in meno all’anno, pari a poco meno di 42 euro al mese distribuiti su dodici mensilità. È la principale novità in materia fiscale contenuta nella Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri e attualmente all’esame del Parlamento per l’approvazione definitiva. L’intervento punta ad allargare la fascia del ceto medio: la soglia del secondo scaglione viene infatti estesa da 50mila a 55mila euro.
La struttura delle tre aliquote resta invariata nei valori percentuali: il prelievo rimane fissato al 23% per i redditi fino a 28mila euro, al 33% per la quota successiva e al 43% soltanto oltre il nuovo limite di 55mila euro. Sotto il profilo dei beneficiari, chi dichiara un imponibile entro i 50mila euro non ottiene alcun vantaggio da questa specifica modifica. Il risparmio fiscale parte infatti solo oltre tale cifra e sale in maniera progressiva: 100 euro per chi guadagna 51mila euro, 200 per 52mila, 300 per 53mila, fino ad azzerare altri 200 euro ai 55mila.
In virtù del meccanismo di progressività dell’imposta, anche chi supera la soglia dei 55mila euro ottiene lo sconto massimo di 500 euro. Le simulazioni elaborate dai commercialisti Michela Boidi e Vito Cinquepalmi (Ungdcec) mostrano chiaramente l’effetto del provvedimento: i 5mila euro compresi tra 50mila e 55mila passano da un’aliquota del 43% a una del 33%, garantendo uno sconto netto del 10%. Per un contribuente con 60mila euro di reddito l’Irpef scende così da 18mila a 17.500 euro (con l’aliquota media che cala dal 30% al 29,17%), mentre per chi dichiara 90mila euro il prelievo scende da 30.900 a 30.400 euro.
