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Intesa Ue-Ucraina per produrre droni, von der Leyen e Zelensky firmano: «Europa più sicura»

C’è l’accordo anche per l’acquisto direttamente dalla Cina. Si glissa sulla deroga per parte della tranche da 6 miliardi di euro

Intesa Ue-Ucraina per produrre droni, von der Leyen e Zelensky firmano: «Europa più sicura»

Il 24 febbraio, nel corso della loro visita a Kiev, Antonio Costa e Ursula von der Leyen furono condotti in una delle fabbriche di droni della capitale. Restando a bocca aperta per i progressi compiuti dall’Ucraina nella produzione dell’arma più usata nel conflitto con la Russia.

Cinque mesi dopo la presidente della Commissione è tornata a Kiev concretizzando quanto immaginato in inverno: con Volodymyr Zelensky è stato siglato un cosiddetto «Drone Deal», un accordo di sinergia industriale per la produzione di droni.

Il punto di von der Leyen

«Ogni giorno l’Ucraina rende l’Europa più forte. È passata – sotto molti aspetti – dall’essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l’Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare», ha sottolineato von der Leyen. La numero uno di Palazzo Berlaymont sperava di annunciare in persona a Zelensky il via libera dei 27 al ventunesimo pacchetto di sanzioni. Così non è stato. Ha dovuto quindi concentrare tutta la sua attenzione sulle partnership nella difesa, sulla scia della Coalizione sui sistemi anti-aerei nata lunedì a Parigi, a margine del vertice dei Volenterosi. Von der Leyen ha evitato invece di soffermarsi su un’ulteriore – e non marginale – novità sempre in fatto di collaborazione militare. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, Kiev ha ottenuto dalla Commissione una deroga per una parte della tranche da 6 miliardi di euro del prestito da 90 accordato da Bruxelles per acquistare componenti per droni dalla Cina. Su questo sviluppo, ha osservato il foglio britannico, ci sono due aspetti da sottolineare. Il primo è che l’Europa non ha le capacità industriali per soddisfare le richieste di Kiev. Il secondo è che la deroga «mette inoltre in evidenza il ruolo della Cina nella fornitura di armamenti a entrambe le parti in questo conflitto che dura ormai da oltre quattro anni, sebbene l’Ue abbia accusato Pechino di essere il principale facilitatore della guerra della Russia contro l’Ucraina», si legge sul Ft.

Interpellato a riguardo, l’esecutivo Ue ha cercato di derubricare la questione, ricordando che tali deroghe rappresentano «un’eccezione limitata e non la regola». A Kiev, invece, von der Leyen si è soffermata solo sul nuovo accordo tra Ue e Ucraina. Nell’ambito del nuovo partenariato la Commissione, sempre sulla base del prestito da 90 miliardi di euro, ha sborsato un ulteriore miliardo – dopo i 3,9 erogati il 30 giugno – all’Ucraina per l’acquisto e la produzione di droni. L’intesa punta ad avviare entro la fine del 2026 la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone e ad estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028.

L’iter

La prima riunione dei 18 membri fondatori del Drone Deal è prevista a settembre a Bruxelles: tra le aziende europee selezionate figura anche l’italiana Fincantieri. La Commissione ha inoltre annunciato il futuro esborso di altri dieci miliardi, per finanziare ulteriori droni, missili e aerei da combattimento. Da dove li prenderà, non è chiaro. Ma secondo alcune fonti il bacino potrebbe essere rappresentato dai miliardi non erogati per il programma Safe. Che, tra i Paesi che non l’hanno attivato, include anche l’Italia. La visita di von der Leyen è stata segnata dalla consegna dell’onorificenza Ordine d’Europa alla presidente della Commissione. «Hai sempre creduto in noi, grati per il percorso insieme», ha detto Zelensky.