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Bari, morì subito dopo un intervento: clinica condannata a risarcire i familiari di una donna

Riconosciuta la responsabilità della Casa di Cura per il decesso di una paziente nel 2012. Decisiva l’azione legale avviata dai parenti

Bari, morì subito dopo un intervento: clinica condannata a risarcire i familiari di una donna

A distanza di quattordici anni dalla morte di Maria Gentile, la giustizia civile riscrive la vicenda processuale legata al decesso della donna, avvenuto dopo un delicato intervento cardiochirurgico eseguito nella Casa di Cura Santa Maria di Bari.

La Terza Sezione Civile della Corte d’Appello di Bari ha infatti riformato la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale, riconoscendo la responsabilità della struttura sanitaria e condannandola al risarcimento dei danni in favore dei familiari della paziente. I giudici di secondo grado hanno accolto, per quanto di ragione, l’appello presentato dal marito e dalla figlia della donna, assistiti dagli avvocati Maria Lucia Valletta e Rubio Di Ronzo, disponendo il pagamento di 276.920 euro al coniuge e di 289.414 euro alla figlia, oltre interessi e rivalutazione monetaria. La vicenda risale al giugno del 2012.

Maria Gentile era stata ricoverata nella clinica barese per essere sottoposta a un intervento di riparazione della valvola mitrale mediante l’applicazione di un anello protesico. Durante l’operazione si verificarono due importanti complicanze intraoperatorie che determinarono un sensibile prolungamento dei tempi chirurgici e un progressivo peggioramento del quadro clinico.Le condizioni della paziente resero necessario un secondo intervento di sostituzione della valvola mitrale, effettuato pochi giorni dopo. Anche questa operazione, tuttavia, non riuscì a stabilizzare il quadro clinico. Una grave emorragia, accompagnata da una compromissione dell’equilibrio emodinamico, provocò infine l’arresto cardiaco che portò al decesso della donna il 9 giugno 2012.

Sul versante penale, il procedimento aperto per omicidio colposo nei confronti dei medici coinvolti si era concluso con un decreto di archiviazione. Ma il diverso standard probatorio previsto nel giudizio civile ha consentito alla Corte d’Appello di giungere a conclusioni differenti, ravvisando la responsabilità della struttura sanitaria nella causazione dell’evento mortale.Un ruolo centrale nell’esito del giudizio è stato svolto dalla strategia difensiva sviluppata dagli avvocati Maria Lucia Valletta e, in particolare, da Rubio Di Ronzo, che hanno sostenuto il ricorso dei familiari attraverso un’approfondita ricostruzione della vicenda clinica e delle risultanze tecnico-peritali.

Il lavoro svolto nel corso dell’appello ha consentito di ribaltare integralmente l’impostazione adottata in primo grado, convincendo i giudici della fondatezza delle richieste risarcitorie avanzate dagli eredi della paziente. La sentenza disciplina anche i rapporti tra la struttura sanitaria, il medico coinvolto e la compagnia assicurativa.

La Corte ha stabilito che UnipolSai dovrà manlevare la Casa di Cura Santa Maria fino al limite del massimale assicurativo di 125 mila euro, mentre il cardiochirurgo Alfonso Agnino è stato condannato a rifondere alla struttura il 50% delle somme eccedenti tale copertura, secondo i criteri indicati nelle motivazioni del provvedimento. I giudici hanno inoltre posto definitivamente a carico della clinica le spese della consulenza tecnica d’ufficio e l’hanno condannata al pagamento delle spese processuali sostenute dai familiari in entrambi i gradi di giudizio, disponendone la distrazione in favore degli avvocati Maria Lucia Valletta e Rubio Di Ronzo, procuratori antistatari.

La pronuncia della Corte d’Appello rappresenta un passaggio significativo nell’ambito della responsabilità sanitaria, riaffermando il principio secondo cui il giudizio civile può accertare responsabilità risarcitorie anche quando il procedimento penale si sia concluso senza rinvio a giudizio o con un’archiviazione. Un epilogo che, per i familiari della vittima, chiude un lungo percorso giudiziario durato oltre un decennio.