Potrebbe arrivare a breve una nuova svolta nel giallo di Garlasco. A 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso potrebbe riaprirsi ufficialmente dopo l’imminente incontro tra il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, e la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni.
L’ipotesi è quella di una revisione del processo per Alberto Stasi, in carcere con l’accusa di aver commesso il delitto, e la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, che rischia il rinvio a giudizio.
Al centro del colloquio tra i vertici giudiziari vi sono le conclusioni dell’attività investigativa condotta nell’ultimo anno e mezzo. La Procura di Pavia si appresta a notificare la chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, unico indagato in questa nuova tranche d’inchiesta.
L’atto prelude solitamente alla richiesta di rinvio a giudizio e poggia su nuovi elementi che metterebbero in discussione la ricostruzione che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, detenuto dal 2015.
I nuovi rilievi tecnici si basano in particolare sulla consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata di rivalutare gli accertamenti autoptici eseguiti sulla salma di Chiara Poggi.
Secondo quanto emerso, l’ora della morte della giovane potrebbe essere posticipata rispetto alla finestra temporale (9:12-9:35 del 13 agosto 2007) utilizzata per smontare l’alibi di Stasi.
Inoltre, la relazione ipotizza l’impiego di più armi nel corso dell’aggressione, uno scenario radicalmente diverso da quello cristallizzato nelle precedenti sentenze.
Qualora i nuovi indizi venissero ritenuti solidi, la Procura potrebbe presentare istanza di revisione della condanna di Stasi alla Corte d’Appello di Brescia.
L’indagine, condotta dai carabinieri di Milano attraverso una lunga serie di rivalutazioni dei reperti del 2007, sembra dunque aver raggiunto un nuovo punto di svolta che mira direttamente a riscrivere la storia giudiziaria del delitto di Garlasco.










