Un incontro durato tre ore, lontano dall’assedio di giornalisti con telecamere andato avanti tutto il giorno a Vasto davanti alla casa famiglia che ospita i tre «bambini del bosco» e non solo. È quello che avrebbero avuto a Monteodorisio, una decina di minuti in auto da Vasto, Nathan e l’assistente sociale Veruska D’Angelo, alla presenza della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis.
Un nuovo episodio nella storia infinita della «famiglia nel bosco» le cui mille sfaccettature rischiano di produrre effetti anche su altre vicende. Lo dimostra quanto accaduto ieri nel Tribunale per i minorenni dell’Aquila dove un uomo, durante un’udienza sull’affidamento dei figli, ha inveito contro una giudice onoraria. «Chi siete? Voi fate come vi pare e strappate i figli alla gente», ha urlato prima di fuggire dall’aula. «Questo è il clima che si respira e con il quale lavoriamo in questo tribunale, in seguito alla gogna mediatica e all’odio causato dal caso di Palmoli», hanno dichiarato alcuni magistrati subito dopo.
Nello stesso Tribunale è attesa martedì prossimo la visita degli ispettori inviati dal ministro Nordio, per approfondimenti in seguito alla nuova ordinanza con cui la madre della «famiglia nel bosco» è stata allontanata, venerdì scorso, dalla struttura dove ha vissuto con i figli dal 20 novembre, data in cui lo stesso Tribunale ha sospeso la potestà genitoriale a entrambi i genitori.
L’episodio di ieri ha spinto l’Anm Abruzzo a rinnovare «l’invito al rispetto degli operatori e di tutte le figure impegnate nel trattare vicende delicate come quelle relative ai minorenni», auspicando «il mantenimento di toni istituzionali da parte di tutti i commentatori».
Il confronto che Nathan avrebbe accettato come ennesimo passo nel tentativo di riunire la sua famiglia, è avvenuto nella sede dell’Ecad, l’ente d’ambito dell’Alto Vastese da cui dipende il servizio sociale del Comune di Palmoli, il paese di 700 abitanti dove Nathan e Catherine avevano scelto di vivere con i loro tre bambini in un’abitazione immersa nella natura, a qualche passo dalla strada che conduce in pochi minuti al borgo. D’Angelo che, in sintonia con operatori ed educatrici della casa famiglia, aveva descritto nelle sue relazioni Catherine come «oppositiva e riluttante a rispettare regole diverse dalle proprie», non ha voluto confermare l’avvenuto incontro.










