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Eni, presto un advisor per la vendita cracking del polo di Brindisi. Di Sciascio: «Decisivo per salvare la filiera»

L’Eni, per voce del responsabile della Trasformazione Industriale, Giuseppe Ricci, ha assicurato al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che il Piano di trasformazione e riconversione industriale dei siti Versalis in Puglia e Sicilia va avanti, nel pieno rispetto del protocollo sottoscritto il 10 marzo dello scorso anno al Mimit da…
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(Foto ANSA)

L’Eni, per voce del responsabile della Trasformazione Industriale, Giuseppe Ricci, ha assicurato al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che il Piano di trasformazione e riconversione industriale dei siti Versalis in Puglia e Sicilia va avanti, nel pieno rispetto del protocollo sottoscritto il 10 marzo dello scorso anno al Mimit da azienda, sindacati e Regioni.

Ma la notizia più rilevante dell’incontro di ieri è che per il sito di Brindisi, Eni ha annunciato al Ministro la selezione di un primario advisor internazionale che avrà il compito di individuare un soggetto industriale interessato a rilevare le attività poste in conservazione (cracking). Il ministro Urso ha annunciato che entro giugno sarà convocato un nuovo incontro del tavolo Versalis, con tutti i soggetti firmatari del Protocollo, per verificare l’avanzamento del piano di riconversione. Il Ministro ha ricordato l’impegno del Governo in sede europea per il rilancio del settore chimico.

Lo scouting per nuovi investitori viene giudicato molto positivamente dalla Regione Puglia «passo decisivo per salvare l’intera filiera. A valle dell’incontro con i vertici di Eni sul Piano di riconversione industriale di Versalis, il ministro Urso ha infatti avuto un confronto con l’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio. Urso ha riferito all’amministratore pugliese quanto dichiarato dall’Eni.

L’assessore Di Sciascio ha informato il ministro che incontrerà a breve, con il presidente Antonio Decaro, i rappresentanti di Eni sul tema della riconversione di Brindisi e che, sulla base degli esiti del confronto, potrà essere valutato anche la formalizzazione di un addendum al protocollo da parte della Regione Puglia. «L’annuncio del ministro Adolfo Urso sull’intesa con Eni per la nomina di un primario advisor incaricato di individuare possibili acquirenti per il cracking di Versalis a Brindisi – sottolinea Di Sciascio – rappresenta un passo avanti importante verso una politica industriale più razionale e lungimirante, in linea con le esigenze nazionali ed europee di autonomia nella chimica di base». La svolta annunciata dal ministro riguarda uno degli asset più rilevanti del sistema chimico italiano e europeo. «Sin dall’inizio – ha proseguito l’assessore- la Regione Puglia ha espresso una posizione chiara: fermare e mettere in conservazione l’impianto senza una prospettiva industriale solida avrebbe comportato rischi significativi per l’intero comparto. Per questa ragione non abbiamo sottoscritto il precedente protocollo, ritenendo strategico preservare un complesso che rappresenta un caposaldo della chimica di base in Europa. La richiesta avanzata nei mesi scorsi di attivare un percorso di scouting per nuovi investitori va esattamente nella direzione che oggi viene accolta. Garantire continuità produttiva all’impianto di Brindisi significa tutelare non solo il territorio e l’occupazione, ma l’intera filiera nazionale. Ora è fondamentale procedere rapidamente con il percorso di individuazione di investitori».

«Come avevo già annunciato, il governo, con il ministro Urso, sta procedendo con grande determinazione per scongiurare la chiusura del cracking di Brindisi» ha dichiarato il segretario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal deputato del Pd, Claudio Stefanazzi. «Il sito di Brindisi è uno dei più moderni d’Europa. Abbandonarlo sarebbe stato un errore strategico imperdonabile: 970 lavoratori diretti, circa 2.500 se si considera l’intera filiera, e un ruolo insostituibile nella catena della chimica di base italiana. Ora si apre finalmente la possibilità di garantire continuità produttiva e salvaguardare un patrimonio industriale che appartiene all’intero Paese. Mi aspetto che il processo si svolga con la massima trasparenza e in tempi rapidi. L’Italia – ha concluso Stefanazzi – non può permettersi di perdere la propria sovranità nella chimica di base: chi acquisterà dovrà garantire occupazione, investimenti e continuità».

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