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Decreto aiuti: fondi per autotrasporto, agricoltura e pesca, la protesta si divide

Il governo vara nuove risorse, tra parziali aperture e allarmi. Lollobrigida: «60 milioni per il carburante agricolo»

Decreto aiuti: fondi per autotrasporto, agricoltura e pesca, la protesta si divide
(Foto Ansa)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti e misure di sostegno per i settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Durante la conferenza stampa successiva al Cdm, il viceministro al Mit Edoardo Rixi ha illustrato i dettagli degli interventi spiegando che «da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti». Il viceministro ha inoltre assicurato che «i crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima».

Sul fronte agricolo, il ministro delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida ha annunciato che «arriveranno in brevissimo tempo attraverso Agea» i «60 milioni per il costo del carburante agricolo», precisando che tali somme servono a «garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi» e a ristorare le imprese «fino al 15 ottobre». Nonostante le misure varate dall’esecutivo, la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio non si ferma e si estende anche al comparto della pesca, con numerosi pescherecci bloccati nei porti adriatici delle Marche e dell’Abruzzo.

Nel frattempo, la mobilitazione mostra segnali di allentamento in alcune aree del Sud: in Sicilia e in Calabria alcune associazioni, tra cui quelle attive sulla Messina-Catania e davanti al porto di Palermo, hanno deciso di sospendere parzialmente la protesta. Tale sblocco ha permesso la ripresa graduale delle consegne di generi alimentari e dei rifornimenti di carburante. Tuttavia, in vaste aree del Mezzogiorno i blocchi persistono, spingendo i sindaci di Napoli e Bari a lanciare l’allarme sul rischio di una paralisi cittadina.

Il governo ha scelto la linea della fermezza: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha invitato prefetti e questori a vigilare su eventuali infiltrazioni criminali, mentre le forze dell’ordine scortano i camion per garantire i beni di prima necessità (tra Napoli e provincia sono già 500 i mezzi in movimento). Sull’argomento è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale ha dichiarato a Sky Tg24: «Che ci siano e possano infiltrarsi e sfruttino questa situazione questo è altamente probabile». Intanto, le opposizioni premono affinché la premier riferisca in Parlamento sulla gestione della crisi.