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Price cap e “pompe bianche” in crisi, secondo giorno di sciopero della fame per Michele Finizio – VIDEO

«Terminerò questa protesta non violenta quando verrò convocato dal ministro Urso» o quando esponenti politici e del Governo «verranno a sedersi a questo tavolino e a discutere con me». Lo afferma Michele Finizio, benzinaio 61enne di Apricena, che oggi è al secondo giorno di sciopero della fame.

Finizio gestisce una stazione di servizio indipendente sulla strada statale 16, tra San Severo e Foggia, e denuncia il meccanismo del price cap sui carburanti che mette in ginocchio, afferma, le cosiddette pompe bianche.

In diretta sui canali social de L’Edicola, ieri il benzinaio aveva spiegato le ragioni della sua protesta. «Il tetto ai prezzi imposto dal governo alle compagnie petrolifere è un’iniziativa lodevole, ma iniqua – ha detto -. Noi indipendenti acquistiamo il carburante a prezzi superiori a quelli ai quali le grandi compagnie lo vendono. Siamo completamente fuori mercato».

La richiesta è rivolta al ministro delle Imprese Adolfo Urso: convocare urgentemente un tavolo con compagnie petrolifere e distributori indipendenti. «Non chiediamo contributi né tagli alle accise. Vogliamo trovare insieme una soluzione, senza costi per lo Stato».

E sullo sciopero della fame è categorico: «Ho ancora fiducia nelle istituzioni. Ma continuerò finché non arriverà una risposta concreta».