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Brasile, gestiva soldi statali senza essere eletto: sequestrati 20 milioni di euro al partito di Bolsonaro

Neto avrebbe gestito in modo irregolare la destinazione di almeno 21 emendamenti parlamentari, pur non ricoprendo alcuna carica elettiva

Brasile, gestiva soldi statali senza essere eletto: sequestrati 20 milioni di euro al partito di Bolsonaro

Il giudice della Corte Suprema (Stf) Flavio Dino ha ordinato il blocco di beni per 119,2 milioni di real brasiliani (circa 20,14 milioni di euro) a carico di Valdemar Costa Neto, potente presidente del Partito Liberale (Pl), la formazione di destra legata all’ex presidente Jair Bolsonaro e primo partito alla Camera dei deputati. L’accusa è pesante: Costa Neto avrebbe gestito in modo del tutto irregolare la destinazione di almeno 21 emendamenti parlamentari, pur non ricoprendo alcuna carica elettiva dal 2022.

Il caso è esploso durante un’inchiesta della Polizia Federale sulla tracciabilità dei fondi del bilancio federale, mirata inizialmente su un’assistente della Camera, Mariangela Fialek. Analizzando il cellulare della donna, gli investigatori hanno scoperto messaggi e fogli di calcolo che proverebbero il ruolo ombra del leader del Pl. Secondo l’accusa, Costa Neto sceglieva personalmente la destinazione dei fondi con la complicità di altri funzionari. Nei documenti inviati ai ministeri, tuttavia, comparivano come richiedenti deputati in carica ignari di tutto, un espediente per nascondere il vero mandante.

Le chat intercettate lasciano poco spazio ai dubbi: in un messaggio un funzionario ammette di aver “concordato con Valdemar” l’invio di 24 milioni di real per progetti turistici; in un altro si avverte che “Valdemar non accetterebbe modifiche”. Su un totale di 119,2 milioni di real di emendamenti finiti sotto la lente della magistratura, circa 17,57 milioni di euro risulterebbero già effettivamente versati. Il sequestro milionario apre ora una crisi profonda nel principale partito d’opposizione.