Gli abbattimenti di alberi in viale Di Vittorio (e non solo), legati ai cantieri per la realizzazione del Bus Rapid Transit (BRT), hanno innescato nelle ultime ore un’accesa polemica tra i residenti e i comitati ambientalisti baresi. Di fronte alle crescenti preoccupazioni della cittadinanza, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire per fare chiarezza. Con una nota congiunta, gli assessori Domenico Scaramuzzi (Cura del territorio) ed Elda Perlino (Clima e Ambiente) hanno difeso la visione strategica dell’opera, illustrando i numeri reali degli abbattimenti e contrapponendoli a un imponente piano di riforestazione urbana.
«Bari è stata progettata per decenni considerando il verde come un semplice elemento ornamentale e non come un’infrastruttura essenziale», ha evidenziato l’assessore Scaramuzzi, richiamando anche una dichiarazione del presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, secondo cui non bisogna fermarsi al singolo albero rimosso quando inserito in una rigenerazione complessiva. «Si è proceduto a tagliare solo quando assolutamente indispensabile. Per ogni criticità, l’amministrazione ha previsto consistenti compensazioni. Ad esempio, vicino a Parco Due Giugno, a pochi metri dai cantieri, arriveranno a breve 70 nuovi alberi grazie al Pirp San Marcello».
Il bilancio del BRT
I dati tecnici forniti dal Comune ridimensionano l’impatto dei cantieri sulle alberature esistenti. Lungo i 38 chilometri di carreggiata interessati dal percorso dei nuovi bus elettrici a corsia riservata, fusti e arbusti censiti sono circa 700. Di questi, al termine dei lavori, gli abbattimenti complessivi saranno 83 (appena un decimo del totale), tutti autorizzati dal Settore Giardini a causa di una totale incompatibilità con il tracciato, per accertata instabilità o perché si trattava di piante malate che minacciavano l’incolumità pubblica. Di contro, l’azione dei tecnici ha permesso di salvarne decine, come otto esemplari in piazza Massari e tre in via di Maratona.
Dal punto di vista ambientale, il Comune sottolinea che il bilancio finale dell’opera sarà ampiamente in attivo per l’ecosistema. Il sistema di trasporto rapido di massa consentirà infatti di sottrarre al traffico 3mila auto l’ora, riducendo le emissioni di anidride carbonica in città di ben 72 tonnellate l’ora (oltre 473.000 tonnellate l’anno), un beneficio equivalente all’apporto ecologico di ben 67.400 pini.
Dalla “Costa Sud” ai parcheggi drenanti: la mappa dei nuovi impianti
La risposta di Palazzo di Città non si limita alle compensazioni del BRT, ma si inserisce in una programmazione che prevede la messa a dimora di decine di migliaia di nuove piante attraverso i grandi cantieri di rigenerazione urbana in fase di esecuzione o imminente avvio:
| Grande Progetto / Cantiere urbano | Nuove alberature e dotazione green prevista |
| Costa Sud | 6 chilometri di parco costiero e 10.000 nuovi alberi |
| Parco della Rinascita (ex Fibronit) | 1.300 alberi da forestazione, 451 a pronto effetto e oltre 130.000 tra arbusti e tappezzanti |
| Bosco Sociale di Loseto | 25.000 mq di area verde con 737 alberi e 426 arbusti |
| Bosco Covid (Japigia) e Palasport | 905 giovani alberi complessivi e 1.193 arbusti |
| Pinqua Santa Rita / Parco del Faro | 200 alberi a Santa Rita; 100 a San Cataldo |
| Restyling vie del centro (Argiro/Manzoni) | 100 alberi in via Argiro; 90 in via Manzoni |
Una fetta importante della nuova dote green arriverà anche dal Piano comunale della sosta: le nuove aree parcheggio saranno realizzate con pavimentazioni drenanti e saranno dotate di circa 300 alberi distribuiti su suoli oggi completamente asfaltati (tra cui via Crispi con 120 fusti, Lamasinata con 200 e Santo Spirito con 70). Inoltre, il Settore Giardini integrerà a breve altre 900 piantumazioni per sostituire gli esemplari mancanti nei vari quartieri.
L’assessora Elda Perlino ha infine annunciato che entro il 2026 la città si doterà del suo primo Piano del verde e del clima, uno strumento normativo che utilizzerà soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions) per contrastare le isole di calore e ridisegnare lo spazio pubblico.
La nuova strategia prevede una vera e propria campagna di depavimentazione (o de-impermeabilizzazione) delle strade. Si partirà da via Carrante, via Di Cagno e stradella Cannaruto, dove verranno rimossi asfalto, griglie e mattoni che stringono i vecchi tronchi, allargando gli alloggiamenti sul marciapiede per ridare linfa alle radici soffocate. Tra i progetti di punta figura anche il “Corridoio verde Einaudi”: un piano da 3.000 metri quadri per trasformare lo spartitraffico di viale Einaudi e viale Falcone e Borsellino in un viale alberato con 150 tigli. Tutti interventi mirati a centrare l’obiettivo del PAESC: tagliare del 55% le emissioni di Co2 a Bari entro il 2030.
