Una massiccia offensiva aerea condotta con missili balistici russi ha investito Kiev nella notte tra il 6 e il 7 novembre, provocando il ferimento di almeno 5 persone, tra cui una ragazza di 14 anni. Gli attacchi condotti dalle forze di Mosca hanno centrato e danneggiato gravemente diversi impianti energetici sia nella regione della capitale sia in quella di Žytomyr, oltre a compromettere le strutture del Ponte Nord, uno dei principali snodi viari cittadini subito chiuso al traffico in entrambe le direzioni. Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato il quadro critico attraverso il proprio canale Telegram: «A seguito di un attacco nemico avvenuto durante la notte, sono stati danneggiati impianti energetici nelle regioni di Kiev e di Žytomyr: la situazione relativa all’approvvigionamento energetico della capitale è estremamente difficile».
Nelle stesse ore è scattata la replica dell’esercito ucraino, che ha sferrato un attacco combinato con l’impiego di droni contro diversi obiettivi industriali e strategici situati nelle regioni russe di Oryol, Saratov e Rostov. Le incursioni aeree hanno innescato un vasto incendio all’interno della raffineria di petrolio di Saratov, con un bilancio confermato dal governatore Roman Busargin che conta diversi feriti tra i residenti. Un ulteriore rogo ha interessato le vicinanze dello stabilimento militare Almaz nella città di Rostov, mentre nuove esplosioni sono state registrate nell’area urbana di Belgorod, dove si segnala il ferimento di almeno una persona.
