La crisi di Hormuz che minaccia ancora l’economia, e la Bce che a giugno ha dato una «prima risposta», col rischio di dover intervenire di nuovo vista l’inflazione attesa sopra il 3% nei prossimi mesi. I mercati vulnerabili a «correzioni anche brusche» perché potrebbero sottovalutare i rischi. E il sistema bancario italiano, fra fusioni e acquisizioni e tutela dei ‘territorì, integrazione europea da completare, e investimenti in innovazione da rilanciare assieme al Mef.
Sono le coordinate dell’intervento del governatore della Banca d’Italia e membro del Consiglio Bce Fabio Panetta all’assemblea dell’Abi, il cui discorso precede quello del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e si sofferma sulla congiuntura delicata visto il ritorno dei bombardamenti in Medio Oriente. Il solco è tracciato dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli, padrone di casa all’Auditorium della Tecnica oggi confermato alla guida dei banchieri che nell’apertura dei lavori ricorda come le banche siano impegnate nell’euro digitale, invoca «un nuovo spirito per contrastare le conseguenze delle guerre» e in Europa «cooperazioni rafforzate degli Stati» per evitare la paralisi decisionale, sottolinea. La prima ad essere chiamata in causa nelle congiunture difficili, si sa, è sempre la Bce che – spiega Panetta – gestisce tuttavia «un equilibrio delicato»: da una parte la guerra inasprisce «la fragilità del quadro economico», dall’altra i prezzi energetici segnalano «prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione».
Stretta monetaria
Quella di giugno è stata, appunto, una «prima, misurata risposta» dice Panetta. Parole che, a dispetto delle aspettative che la tregua con l’Iran aveva creato, non nascondono la possibilità di una nuova stretta monetaria se il quadro non cambia: non al meeting della prossima settimana, ma potenzialmente a quello di settembre. A questo quadro complicato – segnala il governatore – si aggiunge la possibilità che gli investitori stiano sottovalutando i rischi, prezzati «solo in parte» dai mercati. Patuelli sottolinea che il credito all’economia cresce «da mesi» e «c’è più offerta che domanda di prestiti». Tuttavia «nei prossimi mesi l’evoluzione del credito dipenderà dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente», avverte Panetta. Proprio in questa congiuntura, segnata dalla geopolitica ma anche dalla tecnologia e innovazione ad esempio nell’ intelligenza artificiale, «necessitano misure che stimolino gli investimenti privati», ricorda Patuelli.
All’assemblea Abi prende così forma una cooperazione nel nome degli investimenti in innovazione: secondo Panetta «l’equilibrio di basso sviluppo» che c’è in Italia va superato attraverso «un’azione coordinata» fra gestori dei fondi, investitori istituzionali, operatori pubblici e imprese. Un’idea che Giorgetti accoglie «con favore», annunciando che «il Mef attiverà un tavolo permanente di confronto con gli investitori istituzionali,
