Sul problema, tutto pugliese, delle Sanitaservice, i Lettori sollecitano chiarezza sulle possibili soluzioni. E noi, allora, ne suggeriamo una.
Costano 250 milioni l’anno per coprire una spesa valutabile – effettivamente – intorno ai 200 milioni. Un privato, o più privati, assicurerebbero gli stessi servizi con molti soldi in meno. Ma, sostiene la Regione, non si può cambiare logica.
Le Sanitaservice furono create proprio per garantire sicurezza lavorativa a migliaia di persone e migliorare i servizi. Fu un ombrello pubblico aperto da Vendola per togliere dal precariato 6mila lavoratori. L’ombrello è servito, ma i servizi non sono migliorati, nonostante il raddoppio dei dipendnti.
Nel pubblico succede sempre così. Nessuno si preoccupa di contenere i costi, tanto paga Pantalone, cioè noi. La Regione non licenzierà mai e nessuno vuole il contrario.
Ma, come rendere produttive e non più una palla al piede le Sanitaservice? Ecco la nostra idea: far entrare i privati nella compagine sociale. Cartolarizzando le Sanitaservice si potrebbero recuperare soldi per alleggerire il disavanzo della sanità, e l’apporto dei privati servirebbe a migliorare l’efficienza dei servizi con un razionale impiego del personale.
Le società in house resterebbero pubbliche, ma i privati, dovendoci guadagnare, le renderebbero attive. Forse non un’idea geniale, ma sarebbe già positivo discuterne.
