Nel centro di Bari il posto auto è diventato un bene sempre più raro e, di conseguenza, sempre più costoso. In alcune aree della città, secondo segnalazioni di residenti e operatori immobiliari, il canone di affitto per un singolo parcheggio privato può arrivare fino a 500 euro al mese, una cifra che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile per un servizio considerato accessorio. Il fenomeno si concentra soprattutto nelle zone a più alta densità abitativa e con maggiore pressione commerciale, dove la disponibilità di spazi è limitata e la domanda supera di gran lunga l’offerta. In questo contesto si è sviluppato un vero e proprio mercato parallelo degli stalli privati, spesso ricavati in cortili condominiali, autorimesse o aree trasformate in parcheggi a rotazione mensile.
La dinamica dei prezzi segue una crescita costante, alimentata dalla difficoltà di trovare alternative gratuite o a basso costo e dalle restrizioni alla sosta in strada. Per molti residenti il parcheggio non è più una semplice comodità, ma una necessità quotidiana che incide in modo significativo sul bilancio familiare. Il tema si intreccia con quello più ampio della mobilità urbana e della regolazione degli spazi pubblici, dove la pressione delle auto private si scontra con i limiti strutturali del centro storico e delle zone immediatamente adiacenti. La scarsità di parcheggi disponibili ha reso progressivamente più appetibili anche soluzioni informali, con prezzi che variano sensibilmente a seconda della posizione, della sicurezza e della facilità di accesso.
Non mancano le polemiche tra cittadini e proprietari degli immobili. Da un lato chi affitta giustifica i costi con la forte richiesta e il valore strategico degli spazi; dall’altro chi cerca un posto auto denuncia una situazione definita «insostenibile», soprattutto per chi vive stabilmente in centro e non ha alternative praticabili. Il fenomeno, che si sta consolidando negli ultimi mesi, apre interrogativi anche sul piano della regolamentazione e del controllo del mercato della sosta privata. In assenza di strumenti specifici, il rischio è quello di una progressiva trasformazione dei parcheggi in beni di lusso, sempre più distanti dalla funzione originaria di servizio alla mobilità urbana.
