I casi di violenza contro le donne aumentano. Soprattutto quelli di natura sessuale. In Puglia ci sono stati due gravi episodi denunciati a Taranto, nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo, ed a Fasano. Eppure le nostre leggi contro chi commette questi reati sono pesanti e rigorose.
Però bisogna applicarle. E qui sorge il problema, se è vero, com’è vero, che a Torino, un violentatore reo confesso e propenso a reiterare, arrestato per aver violentato una ragazza di 13 anni, è stato scarcerato dopo soli due giorni di prigione. La cosa è sembrata incredibile anche al ministro della giustizia, Nordio, che ha subito mandato gli ispettori al tribunale di Torino per tentare di capirci qualcosa.
Sta di fatto che una giovane Gip ha fatto scarcerare il violentatore reo confesso perché – è scritto nella motivazione della sentenza – nonostante non riesca a controllare gli impulsi sessuali e quindi potrebbe reiterare il reato, ha confessato, ha collaborato, e si è pentito! E quindi, la legge antiviolenza è cambiata.
Basta ammettere e pentirsi, e si ottiene subito la licenza per violentare ancora. È chiaro che finché le leggi, restrittive quanto si vuole, continueranno a poter essere interpretate a discrezione, non sarà possibile combattere adeguatamente reati gravi come quello della violenza sessuale. Ed è chiaro che il massacro sia destinato a continuare.
