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Festa di Fdi a Bari, parla Paulicelli (titolare della ditta di luminarie): «Eleganza e pugliesità per l’evento – L’INTERVISTA

Festa di Fdi a Bari, parla Paulicelli (titolare della ditta di luminarie): «Eleganza e pugliesità per l’evento – L’INTERVISTA

Nella fabbrica Paulicelli, a Ceglie del Campo, prendono forma le luminarie che accoglieranno domani Giorgia Meloni a Bari, in occasione della manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia per celebrare il record di durata del governo: una galleria di sei archi, pensata come ingresso all’evento. Nessuna indicazione su colori o scritte, racconta Domenico Paulicelli, ma un criterio condiviso con gli organizzatori: sobrietà ed equilibrio.

Paulicelli, che cosa state preparando per l’arrivo di Giorgia Meloni?

«Una piccola galleria composta da sei archi, con una doppia facciata di luminarie tradizionali. Vogliamo accoglierla in Puglia con eleganza. Sarà una struttura larga cinque metri e alta cinque: tutte le persone che arriveranno all’evento passeranno attraverso questa galleria e, grazie alla doppia facciata, la vedranno nello stesso modo sia entrando sia uscendo».

Avete ricevuto richieste particolari dallo staff di Giorgia Meloni?

«No. Ci hanno lasciato libertà nella gestione di questa parte dell’evento».

Nemmeno indicazioni sui colori o sulle scritte?

«No. Abbiamo utilizzato i colori tradizionali delle luminarie pugliesi: il blu del mare, il giallo del sole, il rosso della nostra terra, il verde degli ulivi. Ma con una predominanza del bianco, perché il bianco fa sempre molta scena».

Il progetto è stato sottoposto a un’approvazione prima della realizzazione?

«Abbiamo presentato un primo progetto via mail ed è stato apprezzato subito. Non abbiamo scelto qualcosa di particolarmente sfarzoso: abbiamo puntato su una soluzione sobria, pulita, molto equilibrata. Ed è stata apprezzata proprio questa scelta».

Avete avuto un contatto diretto con Giorgia Meloni?

«C’è stato soltanto un contatto breve con il senatore Filippo Melchiorre, che sta coordinando l’organizzazione insieme ad altre persone. Mi ha chiesto se stessimo preparando qualcosa di equilibrato. Gli ho risposto di sì e che nel giro di venti minuti avrebbe ricevuto il progetto, così da poterlo vedere ed eventualmente chiederci delle modifiche».

È la prima volta che vi occupate di un evento politico? Cambia qualcosa rispetto a una festa patronale o agli altri eventi che illuminate?

«L’approccio non cambia. Noi dobbiamo portare la tradizione delle luminarie, quella tradizione che riesce a far brillare gli occhi alle persone in qualsiasi parte del mondo. Abbiamo lavorato in oltre quaranta Paesi e cerchiamo sempre di trovare il giusto equilibrio».

C’è chi potrebbe dire che le luminarie sono di destra e i fuochi d’artificio di sinistra.

«Ognuno ha la propria ideologia, ma io credo che la luce, l’arte e il saper fare siano del popolo. Non hanno colore politico, né ideologia. E neppure bandiere».