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Il fatto di Enzo Magistà, ex Ilva: è iniziato il conto alla rovescia

Il fatto di Enzo Magistà, ex Ilva: è iniziato il conto alla rovescia

È iniziato il conto alla rovescia. Entro tre giorni si saprà se l’ex Ilva, col siderurgico di Taranto, potrà continuare a vivere oppure no. Domani Giorgia Meloni incontrerà le parti, e dopodomani, mercoledì, la Corte d’Appello di Milano farà sapere se ci sono margini di trattativa sulla decisione di far chiudere l’area a caldo tarantina entro il 26 ottobre.

Il tavolo di palazzo Chigi assume un ruolo centrale e definitivo. Se il Governo sarà in grado di garantire ai giudici milanesi la certezza di un risanamento ambientale rapido ed efficace, è probabile che Milano faccia slittare la data della chiusura. Se da palazzo Chigi usciranno solo promesse, senza impegni formali, senza date nè finanziamenti, per l’ex Ilva non ci sarà futuro. E a nulla approderanno i tentativi di vendere la parte restante, perché un’acciaieria senza la produzione di acciaio è un’industria metalmeccanica come le altre, e mancando l’appeal del core-business, la si potrà solo svendere.

L’ex Ilva e il siderurgico di Taranto potranno avere un futuro solo se non saranno chiusi gli altoforni. Perché ciò accada è necessario che il Governo, che ne è proprietario, si impegni a superare gli ultimi ostacoli ambientali sollevati dalla Corte d’Appello di Milano, e dia certezze in tal senso.

Passata la festa, Giorgia Meloni ha iniziato a pensarci? Si ricorda ancora dei fischi di Taranto?