Il tartufo diventa sempre più un simbolo di valorizzazione dei territori, del turismo esperienziale e delle aree interne. È questo il significato del protocollo d’intesa firmato a Roma tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo, un accordo che punta a promuovere la conoscenza della cerca e della cavatura del tartufo, sostenere le produzioni spontanee e rafforzare il turismo enogastronomico italiano. La firma del protocollo è avvenuta nella Biblioteca «Nilde Iotti» della Camera dei Deputati, alla presenza del questore della Camera Paolo Trancassini, del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, del direttore generale del Masaf Teresa Nicolazzi e del presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo Michele Boscagli.
La partecipazione
All’incontro hanno preso parte anche circa 80 rappresentanti di 40 Comuni aderenti all’associazione, tra cui Roseto Valfortore. A rappresentare il comune dei Monti Dauni è stata il sindaco Lucilla Parisi, che ha portato all’attenzione nazionale il percorso intrapreso da Roseto Valfortore nella valorizzazione del tartufo, diventato negli anni uno degli elementi distintivi dell’identità locale. «Per noi è stato motivo di grande orgoglio essere presenti a questo importante appuntamento nazionale e raccontare un’esperienza costruita in oltre vent’anni di lavoro», ha dichiarato la sindaca Lucilla Parisi. «Abbiamo scoperto la presenza del tartufo sul nostro territorio più di vent’anni fa e da allora abbiamo investito nella sua tutela e valorizzazione attraverso un regolamento comunale, eventi dedicati, turismo esperienziale e gastronomico. Siamo stati il primo Comune della Puglia a realizzare una tartufaia comunale, un progetto che oggi rappresenta un modello di sviluppo sostenibile.»
Durante il confronto istituzionale, la prima cittadina ha evidenziato anche la necessità di sostenere economicamente la filiera del tartufo. «È fondamentale riuscire a chiudere la filiera con la trasformazione del prodotto direttamente sul territorio. Per farlo servono strumenti concreti e il sostegno del Ministero e delle Regioni, affinché il valore economico generato dal tartufo possa restare nelle nostre comunità e creare nuove opportunità di lavoro», ha sottolineato Parisi. Roseto Valfortore ha inoltre ottenuto la certificazione De.Co. del proprio tartufo, un riconoscimento che ne certifica il legame con il territorio, ma il sindaco richiama l’attenzione anche sulle criticità legate ai cambiamenti climatici. «Come tutti i prodotti della terra, anche il tartufo risente profondamente degli effetti del cambiamento climatico. È una risorsa preziosa che dobbiamo proteggere, perché rappresenta non solo un’eccellenza gastronomica, ma anche un patrimonio ambientale, culturale ed economico».
