Ogni estate il copione si ripete. Con le valigie pronte per le vacanze, migliaia di proprietari di cani cercano una sistemazione temporanea per i propri animali. Un mercato che nel Barese vale migliaia di euro e che, negli ultimi anni, è cresciuto rapidamente grazie alla diffusione degli annunci sui social network, nelle chat e sulle piattaforme dedicate. Accanto alle pensioni autorizzate e alle attività che rispettano gli obblighi amministrativi e fiscali, proliferano offerte pubblicate da privati che promettono ospitalità a prezzi competitivi. Ma quante di queste attività sono realmente in regola?
È la domanda che diversi operatori del settore pongono da tempo, lamentando una concorrenza che, in alcuni casi, potrebbe aggirare le norme previste per chi svolge professionalmente questo servizio. Le tariffe oscillano tra 15 e 35 euro al giorno, con supplementi durante l’alta stagione e costi aggiuntivi per servizi specifici. Prezzi che rendono il settore economicamente interessante soprattutto nei mesi estivi, quando le richieste aumentano sensibilmente. Secondo gli operatori autorizzati, il nodo non riguarda chi offre occasionalmente supporto ad amici o conoscenti, ma chi trasformerebbe la propria abitazione in una vera pensione per animali senza le autorizzazioni previste, senza adeguati requisiti igienico-sanitari e, se accertato dalle autorità competenti, anche senza adempiere agli obblighi fiscali. Circostanze che, se confermate caso per caso, configurerebbero violazioni della normativa.
Da qui la richiesta di maggiori controlli da parte degli enti competenti, sia per garantire la tutela del benessere animale sia per assicurare condizioni di concorrenza leale tra gli operatori. Chi gestisce strutture autorizzate sostiene costi per personale, assicurazioni, adempimenti sanitari e fiscali che inevitabilmente incidono sulle tariffe offerte ai clienti. Per i proprietari, il consiglio resta quello di verificare sempre l’affidabilità della struttura, richiedere informazioni sulle autorizzazioni, visitare gli ambienti prima dell’affidamento e pretendere una ricevuta o una fattura per il servizio ricevuto.
