Il cantiere riformista riparte da Bari. E Antonio Decaro, questa volta, non sarà soltanto il padrone di casa. Venerdì 17 luglio, a Villa De Grecis, Italia Viva porta in Puglia le sue «Primarie delle Idee», ma dietro il titolo rassicurante di un confronto sui programmi si intravede qualcosa di più: le prime prove tecniche di un’area riformista che cerca spazio nel centrosinistra e guarda già alla partita nazionale. La fotografia dell’incontro, del resto, dice quasi tutto. Accanto al governatore pugliese sfileranno Enrico Borghi, Davide Faraone, Teresa Bellanova, Giorgio Gori, Marianna Madia e Benedetto Della Vedova. Storie politiche diverse, provenienze differenti, un comune denominatore: la ricerca di uno spazio politico tra il Pd e il centro, dentro un centrosinistra che, prima o poi, dovrà decidere quale forma assumere per provare a tornare competitivo.
Le aspettative
E in quella fotografia Decaro rischia di essere il convitato più osservato. Il presidente della Regione Puglia arriva all’appuntamento forte di un consenso personale che ne ha progressivamente allargato il profilo oltre i confini regionali. Non è un mistero che il suo nome venga ormai evocato ogni volta che nel centrosinistra si ragiona di amministratori capaci di parlare a un elettorato più largo di quello tradizionale dei partiti. Decaro, per ora, resta concentrato sulla Puglia. Ma intorno a lui si muovono mondi diversi. E la tappa barese delle «Primarie delle Idee» offre una fotografia plastica di questo interesse. Ufficialmente, nessuna operazione politica. Nessuna nuova corrente, nessun partito da fondare, nessun candidato da incoronare.
La parola d’ordine è una sola: programma. Prima le idee, poi tutto il resto. Ma in politica anche i luoghi, gli invitati e i tempi hanno un peso. E mettere insieme, nella Puglia governata da Decaro, esponenti di Italia Viva, riformisti del Pd e personalità dell’area liberal-democratica significa inevitabilmente misurare distanze e possibili convergenze. Sul tavolo ci saranno sanità, ricerca, università, scuola, welfare, lavoro, imprese e diritti. Undici proposte per provare a dare sostanza a un progetto che vuole partire dai contenuti: lotta alla fuga dei cervelli, innovazione tecnologica, formazione sanitaria, riduzione delle liste d’attesa, scuola a tempo pieno, detassazione dei premi di produzione e sicurezza sul lavoro. Ma il vero tema politico sarà probabilmente quello non scritto nel programma: può nascere un nuovo asse riformista capace di pesare nella costruzione del centrosinistra del futuro? Italia Viva prova a intestarsi il cantiere.
Ma sa che, da sola, non basta. Da qui la scelta di aprire porte e finestre, coinvolgere mondi diversi e trasformare le «Primarie delle Idee» in una sorta di chiamata a raccolta. Non ancora un’alleanza, forse neppure un embrione organizzato. Piuttosto un luogo nel quale capire chi c’è, chi vuole esserci e soprattutto attorno a quali contenuti. La presenza di Decaro aggiunge però un ingrediente inevitabile. Perché il governatore pugliese non appartiene alla galassia renziana e proprio per questo la sua partecipazione acquista maggiore peso. Il suo profilo di amministratore pragmatico, capace di tenere insieme il campo progressista senza rinunciare a un linguaggio moderato e di governo, è esattamente quello che molti riformisti considerano necessario per allargare il perimetro del centrosinistra. Nessuno, venerdì, annuncerà nuove formazioni o candidature. Sarebbe prematuro. Ma a Villa De Grecis si guarderanno, si conteranno e soprattutto si ascolteranno.
