Nel 2011 Bill Wyman si trovò in Italia per motivi di «successione»: suo figlio era stato tre volte bigamo e Bill dovette pagare una cospicua somma nel nostro Paese. Aveva trovato anche l’occasione per visitare la Laguna. Dopodiché, sempre a Venezia, il suo commercialista prese il treno e non l’aereo per Roma.
Questo è quanto mi disse il suo commercialista, dopo avermi dato il suo numero di telefono. La verità è che Bill non aveva più preso aerei dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Quando lo chiamai capì chi fossi, nonostante la scarsa connessione telefonica. Dopo dieci minuti mi richiamò e mi resi conto che rischiava di sfumare l’intervista con Bill Wyman, il bassista dei Rolling Stones. Quando entrai all’hotel Michelangelo di Roma lui era già arrivato.
Ridemmo di questa situazione. «Io sono sempre stato consapevole delle mie origini e sono orgoglioso dei risultati raggiunti. Ho cercato di ricostruire la storia dei Rolling Stones. Essendo uscito dal gruppo, mi dedicai alla fotografia, alla storia del blues, ai ristoranti, ovvero alla catena degli Sticky Fingers».
La verità degli Stones
Nel 1966, in un’intervista, Brian Jones definì una figura «piuttosto concreta» e devo ammettere che ho sempre cercato di badare ai fatti. «Ho voluto raccontare le vicende della band dal punto di vista storico. Tutto quello che è stato scritto ha appena sfiorato la verità». Essere uno degli Stones cambia la vita. Lei ha avuto il privilegio e la fortuna. In ordine di arrivo, chi metterebbe dei suoi compagni? «Questa è una domanda imbarazzante.
Brian è stato il mio più grande amico dopo Charlie, Keith e sicuramente Mick, e poi il giovanissimo Mick Taylor, e soprattutto Stu, il nostro pianista, il nostro Woody». Mick, assai efficacemente, si è occupato del business, essendo peraltro il principale animale da palcoscenico degli ultimi cinquant’anni. Siamo sicuri che Keith sia la personificazione della chitarra rock? «Ne ha definito lo stile e anche i lunghi anni negli Stati Uniti, nel Connecticut. Le nostre differenze hanno trovato un’amalgama nel gruppo, da dove è scaturita la magia».
Bill, perché diceva di essere più giovane di tutti gli Stones? «Mah, forse perché sono l’unico paracadutista tra loro. Nel 1956 Mick aveva tredici anni quando comprò il primo disco».
William George Perks nasce il 24 ottobre 1936 al Lewisham Hospital di Londra, al 38 di Miall Road.
