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La torrida estate dei DeLa

La torrida estate dei DeLa

Per la famiglia De Laurentiis è forse l’estate più torrida della sua storia calcistica. Come se non bastasse la recente retrocessione in C del Bari, brutte notizie arrivano dalla procura del capoluogo pugliese sia per papà Aurelio, presidente della Ssc Napoli, sia per suo figlio Luigi, amministratore unico della Ssc Bari spa.

L’indagine per false comunicazioni sociali e per bancarotta fraudolenta, relative alla gestione del Bari calcio, col trasferimento nel 2023 del portiere Caprile dal “San Nicola” al “Maradona”, che ricorre spesso nelle carte dei magistrati, spalanca scenari al momento dalla portata non meglio calcolabile.

Tra i più inquietanti, sicuramente, l’ombra del terzo crac del club biancorosso in poco più di un decennio: dall’era Matarrese, a Paparesta e Giancaspro, speriamo non continui coi De Laurentiis.

Per i prorietari della Filmauro, non è decisamente un buon momento. In particolare per Luigi, ormai da anni ospite indesiderato di una tifoseria stanca di sentirsi e di essere apertamente etichettata come la “seconda squadra del Napoli”. Colpa di una multiproprietà dura a morire e che da queste parti nessuno vuol più sentire nominare. E questa inchiesta della procura barese, ancora tutta da dimostrare, accende i riflettori su una delle tante facce “anomale” della gestione di più società calcistiche da parte di uno stesso gruppo imprenditoriale.

Comunque vada a finire, la sensazione è che questa vicenda possa produrre almeno un effetto benefico: una spallata definitiva alla multiproprietà nel calcio. Senza se e senza ma.