Martedì 15 Settembre 2026 🌤️ 24°C
Home » Le idee » Il borseggiatore truffa il ricettatore

Il borseggiatore truffa il ricettatore

Il borseggiatore truffa il ricettatore

Nel teatro della microcriminalità barese, dove la reputazione si misura sul campo e, oggi più che mai, a colpi di views sui social media, assistiamo a una svolta narrativa che merita un’attenzione quasi sociologica. Un noto borseggiatore locale, forte di una notorietà costruita tra fermate degli autobus, banchine ferroviarie e video virali sul web, ha deciso di fare il salto di qualità.

Non proponendo una redemption civile, sia chiaro, bensì diversificando il proprio core business verso lidi inaspettatamente creativi. Il passaggio dalla destrezza manuale alla truffa d’autore si è consumato attraverso un corto circuito paradossale. Sfruttando proprio quel “marchio di garanzia” da ladro provetto riconosciutogli dalla piazza, l’uomo ha ideato un piano di una semplicità disarmante: acquistare cianfrusaglie, anellini e braccialetti da pochi spiccioli negli empori asiatici della città, per poi rivenderli a qualche centinaio di euro alla fidata rete dei ricettatori locali.

Il trucco? Far leva sull’avidità e sulla mal riposta fiducia degli stessi ricettatori, convinti di stringere tra le mani la refurtiva d’oro zecchino fresca di scippo. In un mondo in cui il pedigree criminale funge da polizza fideiussoria, nessuno tra i compratori d’oro illegale si è sognato di mettere in dubbio l’autenticità dei pezzi.

Se a vendere è il “professionista”, la merce dev’essere per forza calda e di valore. Ci troviamo di fronte a una contrappasso grottesco: la truffa ai danni dello sciacallo.

In una Bari che sconcerta e sorride amaramente di fronte a queste peripezie urbane, il re del borseggio dimostra che nel crimine 2.0 la notorietà è un capitale flessibile. Non serve più rischiare le manette tra la folla; basta la firma per spacciare l’ottone per oro. Resta da capire, ora che il trucco è svelato, chi accoglierà il “talento” alla sua prossima apparizione: i carabinieri o i suoi clienti raggirati.