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Chi rema contro Taranto? – L’Editoriale

Chi rema contro Taranto? – L’Editoriale

Taranto deve capire. Ne ha diritto. Questa volta la città deve sapere perchè e chi non vuole farla crescere e decollare

Taranto deve capire. Ne ha diritto. Questa volta la città deve sapere perchè e chi non vuole farla crescere e decollare. L’altroieri, alla Camera, un coagulo di parlamentari di centrodestra ha bocciato la possibilità di ottenere voli di linea civili da e per l’aeroporto «Arlotta» di Grottaglie che avrebbero collegato la città al resto d’Italia, d’Europa e del mondo. Avrebbero permesso di rilanciare l’economia dell’arco ionico attraverso il turismo, in asse con la Basilicata che pure aveva auspicato una conclusione positiva dell’operazione. Troppo bello per essere vero. Con una votazione di 153 a 107 la speranza è scemata alla Camera.

Perchè? La spiegazione più logica sembra risiedere negli egoismi campanilistici. L’aeroporto di Taranto, infatti, potrebbe sottrarre parte del turismo che giunge nel Salento, attraverso gli arrivi all’aeroporto di Brindisi, nonostante uno studio – fatto realizzare dalla Regione e Aeroporti di Puglia – lo dia come possibilità remota. Non regge nemmeno l’affermazione che Brindisi e Taranto sarebbero città così vicine da non giustificare un terzo aeroporto. Perchè, allora, bisognerebbe snocciolare quello che succede nel resto d’Italia. Taranto dista da Brindisi 68 chilometri. In Italia da Nord a Sud è un rincorrersi di scali aeroportuali a meno di 50 chilometri: ben 17 tra Albenga e Trieste. Aosta, Biella, Bolzano, Brescia, Padova, Tortolì e Vicenza. Bergamo Orio al Serio e Brescia Montichiari distano esattamente circa 50 km l’uno dall’altro. Forlì e Rimini altrettanto. Eppure, Taranto e Brindisi non possono coesistere, insieme non ci possono stare. Taranto potrebbe far ombra al Salento e al suo turismo.

E ancor meno plausibili appaiono le ragioni sostenute in una nota da parlamentari del centrodestra che parlano di bocciatura della proposta dovuta a contenuti inesatti nel testo dell’emendamento, usate come giustificazione del loro no. Può l’ufficio legislativo della Camera far approdare in aula un emendamento non perfettamente struttrurato? A conferma della circostanza, va ricordato che nel Governo «Conte 2» lo stesso emendamento – pari pari – fu presentato per la continuità territoriale (una premialità per zone particolarmente svantaggiate) degli aeroporti di Foggia, Forlì, Trapani e Reggio Calabria andati tutti in porto, con la sola riserva di Foggia che allora aveva ancora pochi aerei di linea passeggeri e una aerostazione in ristrutturazione. Neanche la continuità con le precedenti determinazioni ha spinto il centrodestra ad adeguarsi. Chi rema contro Taranto, allora, nel centrodestra? In fondo non è difficile capirlo. Intanto, cominciamo con l’elenco dei nomi di chi ha votato contro. Chiarirà le idee.