Non sono loro a correre sul parquet. Eppure, in questi giorni, anche Antonio Gianfrate, Arcangelo D’Apolito e Mara Palumbieri stanno giocando la loro partita. Una partita fatta di incontri, responsabilità, sorrisi e nuove possibilità. Sono tre beneficiari del progetto Vita (Verso l’Indipendenza, il Territorio e l’Abitare) e fino al 28 agosto, sono diventati volontari dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 al PalaEmidea di Francavilla Fontana, dove si disputano le gare di badminton.
Il loro campo di gioco è tutto intorno al parquet. Sono all’ingresso del palazzetto, accompagnano gli atleti, orientano i tifosi, aiutano chi arriva e chi riparte. Indossano il loro badge e, insieme a quello, qualcosa di ancora più importante: la consapevolezza di avere un ruolo. Perché per Antonio, Arcangelo e Mara non è soltanto volontariato. È un’occasione per uscire dalla quotidianità, incontrare persone nuove, assumere responsabilità e scoprire di poter essere protagonisti.
La prospettiva
Un’esperienza che restituisce emozioni e, soprattutto, apre porte che troppo spesso restano chiuse. In un grande evento internazionale, tra atleti provenienti da tutto il Mediterraneo e il tifo sugli spalti, la loro presenza racconta un’altra sfida: quella per un’inclusione che non sia soltanto una parola, ma qualcosa di concreto, vissuto ogni giorno.
Perché sentirsi parte di una comunità significa avere un compito, essere riconosciuti, poter dare il proprio contributo. Dietro questa esperienza c’è il progetto «Vita», gestito dalla Cooperativa sociale Isola con il supporto dei tecnici dell’Ambito territoriale di Francavilla Fontana e finanziato dal Pnrr nell’ambito dei «Percorsi di autonomia per persone con disabilità».
Il progetto coinvolge 12 beneficiari e costruisce per ciascuno un percorso personalizzato fatto di autonomia abitativa, competenze, formazione, lavoro e partecipazione sociale. E allora, mentre sul parquet si combatte punto dopo punto per una vittoria, al PalaEmidea se ne sta conquistando un’altra, forse meno visibile ma altrettanto preziosa. È la vittoria di chi viene messo nelle condizioni di scegliere, di provare, di sbagliare e ricominciare.
