La sfida più impegnativa, quest’anno, non si combatterà tra cavalieri italiani e francesi. Si gioca nei bilanci, tra tagli lineari e costi insostenibili. La «Disfida di Barletta», uno dei principali eventi identitari della Puglia e tra le rievocazioni storiche più importanti d’Italia, deve fare i conti con una significativa carenza di finanziamenti che costringe gli organizzatori a ridimensionare il programma e a cercare nuove soluzioni per salvaguardare la manifestazione. Il calendario estivo raggiungerà il suo momento culminante tra il 31 agosto e il 7 settembre.
Ad aprire le celebrazioni sarà l’esibizione delle Frecce Tricolori, mentre il tradizionale corteo storico dovrebbe chiudere la settimana dedicata alla Disfida. Salta invece il «certame», uno degli appuntamenti più rappresentativi, sacrificato proprio a causa della drastica riduzione delle risorse disponibili. L’assessore comunale alla Cultura, Oronzo Cilli, parla di un quadro economico ridimensionato rispetto al passato. Il Comune punta a recuperare nuovi finanziamenti e mantiene aperto il confronto con la Regione Puglia nella speranza di ottenere un contributo che possa garantire gli eventi simbolo dell’evento.
Le caratteristiche
In cima alle priorità c’è ovviamente il corteo storico, considerato il cuore delle celebrazioni. Occhi puntati sulla posizione che assumerà la Regione Puglia che secondo qualcuno avrebbe sinora nicchiato. L’assessora alla Cultura, Silvia Miglietta, chiarisce che il dialogo con l’amministrazione comunale non si è mai interrotto. Anzi, i confronti con il sindaco e con gli assessori si sono susseguiti in diverse occasioni negli ultimi mesi proprio per affrontare le criticità economiche legate alla Disfida e agli altri grandi eventi cittadini.
Sul tavolo il Comune ha rappresentato un fabbisogno di circa 800 mila euro, una richiesta troppo esosa rispetto alle disponibilità del settore culturale. In particolare per mantenere gli eventi culturali è partita un’operazione ad hoc per rastrellare risorse fresche ed incrementare il fondo cultura. La speranza concreta, invece, è legata al nuovo bando regionale per la cultura in pubblicazione fra pochi giorni, al quale anche Barletta potrà partecipare per concorrere all’assegnazione dei contributi. L’assessorato regionale, tuttavia, non nasconde le difficoltà. Le richieste provenienti dai territori continuano a crescere, mentre le risorse disponibili sono sempre più limitate. Un equilibrio complesso che impone di distribuire i finanziamenti tra centinaia di iniziative culturali e rende impossibile soddisfare integralmente tutte le domande avanzate dagli enti locali. Parallelamente Barletta prova a guardare oltre l’emergenza.
Nelle prossime settimane il Consiglio comunale dovrebbe approvare l’istituzionalizzazione della terza settimana di settembre come periodo fisso delle celebrazioni della «Disfida», offrendo così una programmazione stabile e una maggiore capacità di pianificazione sul piano turistico e culturale. Resta invece ancora fermo il progetto della Fondazione della Disfida, l’organismo chiamato a gestire la manifestazione durante tutto l’anno. L’amministrazione comunale chiede ora di accelerare l’iter costitutivo, perché la vera partita non riguarda soltanto il cartellone del 2026. In gioco c’è il futuro di una manifestazione che da oltre cinque secoli racconta la storia di Barletta e rappresenta uno dei più importanti patrimoni culturali della Puglia.
