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Lotta al cancro, Surico premiato a Bari: «La rete oncologica pugliese è realtà»

Si è aperta ieri a Bari la due giorni «Cracking Cancer Forum 2026» dedicata in particolare al tema della cronicizzazione del paziente oncologico, una sfida clinica, organizzativa e di programmazione socio-sanitaria. Giammarco Surico è stato, tra l'altro, premiato quale «Personalità che si è distinta maggiormente nella lotta al cancro». Nella giornata di studio odierna invece…
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Si è aperta ieri a Bari la due giorni «Cracking Cancer Forum 2026» dedicata in particolare al tema della cronicizzazione del paziente oncologico, una sfida clinica, organizzativa e di programmazione socio-sanitaria. Giammarco Surico è stato, tra l’altro, premiato quale «Personalità che si è distinta maggiormente nella lotta al cancro».

Nella giornata di studio odierna invece si parlerà di intelligenza artificiale e oncologia. «Nel 2030 i casi di cancro – ha detto Fabrizio Stracci, presidente dell’Associazione italiana registri tumori – potrebbero superare i quattro milioni di casi prevalenti, cioè persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore nel corso della vita e sono ancora viventi».

Per quanto riguarda la Puglia «la rete oncologica ormai è una realtà. È stata attivata nel 2019 e durante questi anni – sottolinea Gianmarco Surico, Coordinatore Operativo Regionale della Rete Oncologica Pugliese – abbiamo provveduto a creare le condizioni per garantire un percorso sicuro ai pazienti oncologici, sia in sospetto che con diagnosi di terapia oncologica. Abbiamo attivato 18 centri di orientamento oncologico e nel 2025 sono transitati attraverso questi centri 18.000 pazienti.

Su Bari abbiamo oltre 2500 pazienti all’Oncologico, 2000 pazienti al Miulli e altrettanti al COrO (Centro di orientamento oncologico) del San Paolo. Quindi abbiamo un’utenza che ha utilizzato, sia con sospetto che con diagnosi di terapia oncologica, questi strumenti di civiltà perché a prescindere dallo stato sociale chiunque può accedere e gli viene consentita tutta la diagnostica al fine di confermare o scongiurare una neoplasia. Una volta confermata i pazienti vengono affidati ai gruppi multidisciplinari.

Nel 2019 di tutto questo non c’era assolutamente nulla, c’era una autoreferenzialità degli oncologi, dei chirurghi, che non si sedevano intorno ad un tavolo per discutere delle problematiche del paziente. Oggi la multidisciplinarietà è diventata ormai una consuetudine in quasi tutta la regione». Il problema che resta è quello del follow-up. «Il follow-up – riprende Surico – rimane un problema. Io ho sollecitato più di volte la presa in carico anche da parte dei COrO dei pazienti in follow-up. Il problema è un problema di risorse». .

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