Il rimpianto per l’evento perso e la difesa degli eventi finanziati dalla Regione. Dal Libro Possibile di Polignano a Mare Antonio Decaro affronta il caso de La Ripartenza di Porro, che dopo le polemiche dello scorso anno ha lasciato Bari per approdare a Maratea: «Mi è dispiaciuto, ho provato a parlarne con Nicola». E il governatore pugliese non arretra sulla linea culturale: «Si può risparmiare su tante attività, ma non sulla cultura».
Presidente, qualche mese fa il consigliere regionale Fabio Romito, vi ha accusato di spendere troppo per gli eventi culturali mentre ci sono altre priorità.
«La cultura è una delle cose più importanti per una comunità. Le risorse che investiamo servono a far crescere la comunità. È uno degli ambiti sui quali certamente non risparmieremo. Si può risparmiare su tante attività, ma non sulla cultura. Non l’abbiamo mai fatto e non lo faremo».
C’è un ritorno economico che giustifica questi investimenti?
«Sì. Quando gli eventi diventano anche attrattori turistici portano ricadute economiche importanti. Ma il loro obiettivo non è quello. Penso alla Notte della Taranta: è nata per tutelare la nostra storia e la nostra identità, poi è diventata anche un grande richiamo turistico».
Che bilancio fa in questo momento dell’estate culturale pugliese?
«Oggi siamo qui a Polignano e festeggiamo i 25 anni del Libro Possibile, con tanti autori e personaggi dello spettacolo. Credo che questi eventi servano soprattutto a fare comunità, a stare insieme e a crescere. In questo modo la Puglia riesce a mettere insieme arte e paesaggio».
Mentre la Regione continua a investire nei grandi eventi, Bari ha visto andare via La Ripartenza di Nicola Porro che si trasferisce a Maratea. È una sconfitta?
«Mi è dispiaciuto. Ho provato anche a parlare con Nicola di questa cosa per farlo restare. Poi è stata una scelta editoriale. Per fortuna resta un evento che si tiene comunque nel Mezzogiorno, in una regione vicina alla nostra».
