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Global Sumud Flotilla Puglia, allarme in mare aperto: «Italiani sequestrati, nessuna notizia di 175 persone»

Un'operazione di forza in acque internazionali per fermare la flotta umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza. La Marina militare israeliana ha abbordato e sabotato le imbarcazioni civili della Sumud Flotilla, disabilitando i motori, disturbando i sistemi di comunicazione e lasciando decine di barche in balia delle onde. A lanciare il drammatico allarme è la…
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@simonalosito_ph

Un’operazione di forza in acque internazionali per fermare la flotta umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza. La Marina militare israeliana ha abbordato e sabotato le imbarcazioni civili della Sumud Flotilla, disabilitando i motori, disturbando i sistemi di comunicazione e lasciando decine di barche in balia delle onde.

A lanciare il drammatico allarme è la giornalista barese Simona Losito, a bordo dell’imbarcazione Alcyone. «Le forze navali israeliane hanno abbordato i natanti con la forza e distrutto sistematicamente motori e sistemi di navigazione per poi ritirarsi. Hanno lasciato 22 imbarcazioni e 175 civili senza mezzi, proprio mentre è in arrivo una forte tempesta. Di loro, al momento, non si hanno più notizie».

Gli italiani “sequestrati” e l’inazione della Grecia

Oltre ai sabotaggi, ci sarebbero stati prelevamenti forzati. «Altre persone sono state sequestrate – denuncia Losito – e tra loro ci sono Tony La Piccirella, tra i maggiori rappresentanti della Sumud Flotilla, il giornalista Andrea Sceresini e altri cittadini italiani».

La barca della giornalista, l’Alcyone, è sfuggita all’intercettazione solo perché era rimasta indietro a causa di un guasto tecnico, fermandosi insieme a un’altra imbarcazione di supporto. «Sapevamo dei droni e ci eravamo preparati. Israele non ha alcun diritto di fermare imbarcazioni civili in acque internazionali: ha sostanzialmente rapito civili non armati. Sappiamo inoltre che il governo greco ha deciso di non intervenire nonostante fossimo vicini alle loro acque: questo è indicativo della totale mancanza di sanzioni nei confronti delle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele».

Nonostante il blitz, che ha colpito parte della flotta composta in totale da circa 80 imbarcazioni, l’intento degli attivisti non sembra piegarsi. «Al momento la missione continua – assicura Losito –. Data la tempesta in arrivo, ci fermeremo vicino Creta per ricongiungerci. Le azioni della Marina israeliana hanno il chiaro obiettivo di intimidirci. È probabile e comprensibile che qualcuno si sia spaventato e voglia lasciare la missione. Capiremo chi se la sente di continuare e prenderemo decisioni in modo democratico».

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