Oltre la metà dei 3.877.395 pugliesi vive nelle province di Bari e Lecce (il 51,2%) ma, nel 2024, la popolazione nella regione è calata di 13.266 unità, lo 0,3% in meno rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge nel censimento permanente della popolazione in Puglia pubblicato dall’Istat.
Gli stranieri censiti sono 155.066 (più 7.797 rispetto al 2023), il 4% della popolazione regionale. Provengono da 169 Paesi, prevalentemente da Romania (18,8%), Albania (12,7%) e Marocco (8,0%).
Secondo l’Istat, «la diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico».
In Puglia, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità: i nati sono 24.289 (meno 1.302 rispetto al 2023). Quelli stranieri sono in lieve diminuzione. Nel 2024 si è, inoltre, ridotta la mortalità (meno 1.450 decessi rispetto all’anno precedente).
Il tasso di mortalità è diminuito dall’11,1 al 10,8 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Brindisi e Barletta-Andria-Trani. In base al censimento le donne sono il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 91mila unità, «prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile».
L’età media si è innalzata rispetto al 2023 da 46,4 a 46,7 anni. Barletta-Andria-Trani e Foggia sono le province più giovani (rispettivamente 45,2 e 45,8 anni), Lecce e Brindisi quelle più anziane (47,8 e 47,3 anni). «La componente straniera – secondo Istat – è un fattore di ringiovanimento della popolazione».
Il 16,7% della popolazione vive nei tre Comuni con oltre 100mila abitanti (Bari, Taranto e Foggia) e poco meno di un quarto in quelli con popolazione tra 20.001 e 50mila abitanti (23,9%).









