«La commissione di diritto agroalimentare e turismo sostenibile dell’Ordine degli avvocati di Bari ha organizzato questo evento per celebrare il riconoscimento Unesco alla cucina italiana in quanto patrimonio inestimabile a livello culturale, giuridico ed economico ed è importantissimo capire come tutelarlo». Così Feliciana Bitetto, avvocata e consigliera dell’Ordine degli avvocati di Bari all’incontro “La cucina italiana patrimonio culturale immateriale Unesco: tutela giuridica in una prospettiva di sviluppo sostenibile”.
La tavola rotonda promossa dall’Ordine riflette sull’espressione culturale e identitaria della cucina italiana ma soprattutto sul patrimonio economico e produttivo di valore straordinario.
«La cucina italiana – spiega Maria Lisa Clodoveo, prof.ssa Associata di Scienze e Tecnologie Alimentari (UNIBA) – è molto più di un insieme di ricette e di ingredienti. È un know how. E questo know how è dinamico, non statico. E oggi si arricchisce anche dei risultati delle attività di ricerca dell’Università di Bari che si focalizzano sulla cucina di precisione Che cos’è la cucina di precisione? È la definizione esatta delle condizioni di trasformazione gastronomica che ci consentono di raggiungere i due obiettivi simultanei: un piatto che sia gratificante per i sensi, ma soprattutto che sia sano dal punto di vista nutrizionale, perché grazie a scelte oculate mantiene le molecole funzionali, quelle che riducono il rischio delle malattie».
Filomena Corbo, prof.ssa ordinaria di Chimica degli Alimenti (UNIBA) è intervenuta sui cosiddetti alimenti funzionali. «Quindi cercare di capire quali sono gli alimenti funzionali pugliesi, primo fra tutti chiaramente l’olio extravergine di oliva, che hanno una grande importanza proprio sulla salute e soprattutto quali possono essere le combinazioni tra alimenti che rispecchiano in qualche modo la tradizione culinaria pugliese e della dieta mediterranea e quanto questa interazione tra alimenti funzionali può portare nel nostro organismo una serie di componenti bioattivi che migliorano appunto lo stato di benessere generale e hanno una grande incidenza sulla salute questo va sotto diciamo l’egida di una scienza abbastanza nuova che si chiama nutraceutica».
Diverse le testimonianze di eccellenza, tra loro Vincenzo Antenori, Senior partner manager “To Good To Go”: «La nostra missione è quella di combattere lo spreco alimentare e salvare cibo in maniera sostenibile».
L’incontro è stato introdotto e condotto dall’avv. Feliciana Bitetto che evidenzia: «La tutela giuridica della cucina italiana, soprattutto in territori ricchi di storia e tradizione come il nostro, rappresenta una significativa opportunità per le avvocate e gli avvocati. Si tratta di ambiti nei quali è possibile coniugare la crescita professionale con il sostegno al tessuto imprenditoriale locale, contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio che non è solo culturale, ma anche economico e sociale».
Il programma si è articolato in due sessioni: una prima dedicata ai profili scientifici, culturali e al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO; una seconda focalizzata su tutela giuridica, sostenibilità, sicurezza alimentare e sviluppo dei territori, con interventi di accademici, professionisti ed esponenti del mondo imprenditoriale.










