La Puglia si candida a diventare il laboratorio nazionale dell’istruzione del futuro. È stato presentato ufficialmente questa mattina “Apulia Campus”, un innovativo modello di campus regionale, policentrico e diffuso sul territorio, studiato per scardinare la vecchia logica della singola struttura fisica e dare vita a una rete integrata in cui aule, laboratori tecnologici e imprese connettono direttamente la formazione al mondo del lavoro.
Il progetto – illustrato nei dettagli da Anna Cammalleri, membro designato dall’Ufficio Scolastico Regionale nel Comitato di Indirizzo – poggia sulla nuova riforma degli istituti tecnici e professionali. Si tratta del cosiddetto modello “4+2”, un percorso che integra quattro anni di scuola superiore con due anni di alta specializzazione negli ITS Academy. Un’intuizione che lo scorso dicembre ha permesso alla Puglia di intercettare un finanziamento ministeriale da due milioni di euro per la progettazione degli interventi.
La rigenerazione di Lecce e il polo agrario di Locorotondo
I due pilastri fisici del campus sorgeranno in aree strategiche della regione, valorizzando le vocazioni produttive dei singoli territori:
- A Lecce: il progetto prevede il recupero e la rifunzionalizzazione dell’ex Istituto Garibaldi, situato nel cuore del centro storico.
- A Locorotondo (BA): l’intervento si svilupperà attorno allo storico istituto agrario, potenziando le infrastrutture tecnologiche e i laboratori specializzati.
L’iniziativa mette a sistema una rete istituzionale imponente che vede collaborare la Regione Puglia, l’Ufficio Scolastico Regionale, i Comuni, i tre principali atenei pugliesi (Università di Bari, Università del Salento e Politecnico di Bari) e tre importanti ITS legati ad agroalimentare, biotecnologie e turismo.
«Con Apulia Campus coniughiamo istruzione e professionalizzazione in un campus diffuso tra il Salento e la Valle d’Itria», ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura, Silvia Miglietta. «Per Lecce, inoltre, il recupero dell’ex Garibaldi si inserisce nella strategia di riportare gli studenti a vivere e abitare il centro storico, in sinergia con la residenza universitaria che sta nascendo all’ex caserma Cimarrusti».
Un entusiasmo condiviso anche dalla sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ha posto l’accento sulla portata dell’operazione: «Non è solo rigenerazione urbana, ma un rilancio culturale fondato su una forte coesione territoriale per creare una filiera dell’orientamento e del lavoro che valorizzi il turismo e le biotecnologie».
Da Locorotondo, il sindaco Vittorino Smaltino rivendica le radici del progetto: «Potenziamo una delle realtà agrarie più storiche della regione, da cui negli anni è nato un polo di ricerca e l’ITS che oggi confluisce in questo campus innovativo».
Il direttore generale dell’USR Puglia, Giuseppe Silipo, ha infine evidenziato la solidità del percorso: «In Puglia abbiamo già registrato grandi esperienze a Lecce con l’ITS del Turismo e a Locorotondo con l’ITS dell’Agroalimentare. Ora queste filiere creano un asse residenziale e strutturale unico».
Un caso di studio per l’Italia
L’impatto di “Apulia Campus” ha già valicato i confini regionali, attirando l’attenzione dell’INDIRE (Istituto nazionale documentazione innovazione ricerca educativa). Gli esperti dell’istituto sono in questi giorni in visita istituzionale in Puglia per analizzare da vicino le potenzialità del modello.
«Il Campus è concepito come un ecosistema integrato in cui si intrecciano politiche educative, sociali e ambientali», ha spiegato la ricercatrice INDIRE Antonella Zuccaro. «È una comunità capace di trasformare le relazioni sociali e mettere in rete tutti gli attori del territorio, favorendo l’inclusione e lo sviluppo di competenze». Il modello pugliese potrebbe così fare da apripista per la futura evoluzione del sistema nazionale dell’istruzione tecnologica superiore.