Una scossa di terremoto giudiziaria e industriale investe lo stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, minacciando di paralizzare l’intero perimetro produttivo dell’acciaieria e il futuro di migliaia di lavoratori. Oggi, lunedì 27 luglio, la Corte d’Appello di Milano ha emesso un decreto che dispone la sospensione delle attività all’interno dell’area a caldo del polo ionico, fissando un termine perentorio di 90 giorni per la chiusura definitiva degli impianti.
La decisione colpisce al cuore il sito di Acciaierie d’Italia: l’area a caldo rappresenta l’anima pulsante dell’impianto, indispensabile per la capacità manifatturiera dello stabilimento e bacino occupazionale per la stragrande maggioranza della forza lavoro.
Vertice d’emergenza a Palazzo Chigi
L’effetto della pronuncia milanese ha spinto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a convocare d’urgenza una riunione straordinaria a Palazzo Chigi per esaminare le contromisure dell’Esecutivo.
La decisione della magistratura giunge peraltro alla vigilia del delicatissimo tavolo di confronto con i sindacati, in programma per la giornata di domani, rendendo il dialogo sociale un passaggio ancora più drammatico e decisivo per le sorti della siderurgia nazionale.
«Il Governo prende atto del provvedimento della Corte d’Appello di Milano, che interviene alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e che, alla luce di tale decisione, rende tale confronto ancora più necessario», si legge in una nota ufficiale diffusa dalla presidenza del Consiglio al termine dell’incontro.
Nonostante la brusca battuta d’arresto imposta dai giudici, il Governo ha confermato l’intenzione di proseguire nel percorso di salvaguardia del complesso industriale. Nel corso del Consiglio dei Ministri convocato nel tardo pomeriggio, l’Esecutivo ha confermato lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito statale.
Le risorse finanziarie serviranno a garantire la continuità operativa dell’azienda e a mettere in sicurezza le attività legate all’area a freddo, in attesa che si perfezionino le procedure di cessione e la ricerca di nuovi partner industriali capaci di rilanciare il sito.
