Gli Stati Uniti mantengono aperto il canale della diplomazia con l’Iran senza tuttavia escludere il ricorso al fattore bellico in caso di esito negativo dei negoziati: in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva israeliana N12, il presidente americano Donald Trump ha tracciato il quadro delle trattative in corso con la leadership di Teheran, evidenziando il sottile equilibrio tra il confronto politico e la minaccia di un intervento bellico. Il capo della Casa Bianca ha precisato la natura dei colloqui in atto e gli scenari possibili qualora le trattative non dovessero portare ai risultati sperati: «Stiamo conducendo colloqui molto approfonditi con l’Iran: se non avranno successo, torneremo a un’azione militare decisa».
La strategia dell’amministrazione statunitense punta a testare la reale volontà di intesa del governo iraniano accogliendo le sollecitazioni giunte dagli attori internazionali impegnati nell’opera di facilitazione: il tycoon ha spiegato di aver dato corso alle richieste dei mediatori, i quali avevano sollecitato un margine d’azione per tentare la via diplomatica prima di far scattare eventuali contromisure. L’apertura della Casa Bianca resta tuttavia vincolata a scadenze rigorose: come sottolineato dallo stesso presidente americano, la finestra di tempo concessa per raggiungere una svolta decisiva nei negoziati con Teheran rimane estremamente limitata, lasciando intendere come il tempo per un accordo stia per esaurirsi.
