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Il governo taglia le accise ma solo sul gasolio: 17 centesimi di sconto, proroga fino al 6 agosto

L’Esecutivo stanzia 125 milioni di euro e aggiorna il confronto al prossimo 4 agosto: Forza Italia e Lega dicono no all’aumento delle tasse sui tabacchi per coprire i fondi

Il governo taglia le accise ma solo sul gasolio: 17 centesimi di sconto, proroga fino al 6 agosto
(Foto Cecilia Fabiano – LaPresse)

Il Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni, insieme ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, ha approvato un provvedimento ponte per contenere il prezzo del carburante che limita l’intervento al solo comparto del diesel: la misura stabilisce una riduzione pari a 17 centesimi tra imposte e Iva applicata esclusivamente al gasolio con validità fissata fino al 6 agosto. Al termine della riunione il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha chiarito l’impatto finanziario dell’operazione e il calendario dei lavori esecutivi: «Si prevede uno sconto sul gasolio e solo sul gasolio per un controvalore fra accise e Iva di 17 centesimi, fino al 6 di agosto: il costo dell’operazione si aggira sui 125 milioni di euro. È già previsto un Cdm il 4 di agosto che valuterà cosa fare in base alla situazione: è stato inoltre prorogato fino a luglio lo sconto per gli autotrasportatori e il credito di imposta per gli agricoltori».

Sul fronte delle coperture necessarie a finanziare la misura si è registrata la ferma opposizione di Lega e Forza Italia all’ipotesi di ritoccare al rialzo le accise sui tabacchi, strategia avanzata per integrare i rincari già programmati dalla legge di bilancio per il triennio 2026-2028: al suo arrivo a Palazzo Chigi il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ribadito la posizione del suo partito dichiarandosi «assolutamente contrario a ogni aumento di tasse sulle sigarette», linea condivisa dal titolare della Farnesina Antonio Tajani.

La seduta dell’Esecutivo ha affrontato inoltre le emergenze industriali nazionali approvando lo stanziamento di una nuova tranche di prestito a supporto delle attività dell’ex Ilva di Taranto, una decisione assunta d’urgenza a seguito della sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato la sospensione dell’area a caldo: una nota di Palazzo Chigi ha evidenziato come il provvedimento giudiziario sia giunto a ridosso «della formalizzazione dell’accordo per la cessione dell’intero complesso industriale a un primario operatore siderurgico», garantendo le risorse economiche destinate a tutelare la continuità dell’area a freddo.