Velare, svelare, rivelare. Con le opere di Muzna Al Musafer e Angela Ferrara, l’associazione culturale Dunia è lieta di inaugurare la propria attività con la prima mostra della rassegna In between: per riflettere sul tema dell’identità culturale, tra tradizione e modernità attraverso video e video still. Muzna Al Musafer, artista e filmmaker omanita, e l’artista triggianese – esperta di scultura in ceramica – Angela Ferrara, trovano punti di contatto attraverso l’utilizzo di linguaggi artistici diversi.
La rassegna In between, a cura di Manuela De Leonardis, ha l’obiettivo di sottolineare la pluralità di questi linguaggi nel farsi portavoce di tematiche di grande urgenza come l’identità culturale, la memoria personale e collettiva, la storia, la trasformazione urbana, le politiche di genere, la sostenibilità, l’ecologia al fine di offrire ad un pubblico eterogeneo una piattaforma di riflessione accessibile a diversi livelli. Un’attività realizzata con la partnership della Fondazione Pasquale Battista e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia e del Comune di Triggiano.
Muzna Al Musafer
Racconta uno spaccato della società omanita utilizzando il dispositivo del paradosso e dell’ironia: il legame con il passato è visto come “identità culturale” anche attraverso segni esteriori. In Oman le donne, pur non avendo l’obbligo di indossare il niqab, celano abiti di taglio occidentale sotto l’abaya e hanno per lo più il capo coperto. A questi aspetti della tradizione si riferisce il video Niqab (2010) nel quale l’artista esprime la complessità e le contraddizioni sociali che vive sulla propria pelle, in un dialogo tra sé e sé come davanti ad uno specchio. La giovane donna interpreta tanti personaggi femminili: romantica, maliziosa, aggressiva, emancipata, conservatrice, lasciando infine che il nero del velo che indossa la avvolga completamente celandone la figura, l’identità.
Angela Ferrara
Il termine identità è legato alla tradizione della panificazione: il pane di Triggiano di grano tenero con la sua mollica bianca e compatta e la crosta scura e croccante è particolarmente noto per le sue qualità. L’artista lascia intuire queste qualità attraverso l’azione della levitazione che avviene sotto i tessuti ricamati (realizzati in ceramica) che coprono l’impasto lasciandolo riposare. Simbolicamente questi piccoli teli di copertura e protezione rappresentano anche una firma identitaria che riconnette con la tradizione ancestrale femminile. Quanto al pane in sé è leggibile il suo sconfinamento di alimento tra sacro e profano. «Amo il pane perché mi fa sentire bambina. Quando modello l’argilla per creare il pezzo del pane, rinasco, torno indietro nel tempo. Se penso al presente credo che il pane riesca ad avvicinare i popoli con le loro tradizioni», afferma l’artista che nel 2012 aveva realizzato l’opera Panecotto, esposta nella mostra Proponiamo la Puglia al Palazzo Comunale di Triggiano. «Ogni pane affonda le sue radici nella famiglia e nella sacralità che esso stesso contiene».

BIO AL MUSAFER
Muzna Al Musafer (Muscat 1987) è artista visiva e regista, membro del Consiglio Direttivo dell’Oman Film Society e direttrice artistica del Muscat International Film Festival (MIFF) 2018. La sua ammirazione per le immagini è iniziata in tenera età attraverso il padre, che è un pittore e un fotografo. Si è laureata alla Kuwait University specializzandosi in comunicazione di massa e nel 2011 ha frequentato corsi di cultura cinematografica e televisiva svedese all’Università di Stoccolma.
Il suo primo cortometraggio Niqab (2010) è stato vincitore del concorso studentesco e del Gulf Film Festival nel 2010; il secondo cortocircuito Cholo (2014), supportato da Enjaaz (DIFF) e Image Nation, Abu Dhabi è stato proiettato al Dubai International Film Festival 2013 e ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura all’Abu Dhabi Film Festival: è stato proiettato allo Smithsonian’s National Museum of African American History and Culture di Washington e Institute du Mond Arabe di Parigi. Nel 2015 i suoi documentari PASHK e The Goats of Dana hanno partecipato a DOX Film festival a Copenhagen, FIFAK in Tunisia e alla Women Deliver world conference.
Muzna è stata membro di giuria nella sezione documentari al Saudi Film Festival di Dammam (Arabia Saudita) e al concorso di cortometraggi di Sultan Qaboos High Centre for Culture and Arts (SQCC) (Oman). Ha esposto in diverse mostre collettive: Place of silence (2015) e Reflection of the Other (2016) alla Stal Gallery di Muscat. In Italia ha esposto nella doppia personale Hassan al Meer e Muzna Al Musafir. Giocando con l’identità: artisti contemporanei dell’Oman (a cura di M. De Leonardis), VI edizione Festival Castelnuovo Fotografia – Rocca Colonna, Castelnuovo di Porto (Roma), 2018 e alla galleria Acta International, Roma 2018 (a cura di M. De Leonardis). Insieme a Raiya Al Rawahi, con il progetto The Prophecy (serie Men at work) ha esposto nella collettiva FUORI 8, Galleria Gallerati, Roma 2019 (testo critico in catalogo di Manuela De Leonardis).
BIO ANGELA FERRARA
Angela Ferrara (Noicattaro 1965, vive e lavora tra Bari e Triggiano). La sua esperienza artistica muove attraverso sperimentazioni soprattutto nel campo della ceramica, della didattica dell’arte e dell’uso della materia. Nel suo percorso che attraversa luoghi edenici, a volte iperrealistici, scintillanti di colore, oppure suadentemente bianchi per poi attraversare i colori caldi della terra, nel tempo si sono consolidate collaborazioni con gli artisti Tarshito e Iginio Iurilli. Nel 2010 sperimenta il fischietto in terracotta, uno dei classici della tradizione ceramica pugliese, vincendo il premio per la tecnica con l’opera La Befana con cui interpreta in modo satirico il tema “Tra sacro e profano” del 22° Concorso del Fischietto in Terracotta del Comune di Rutigliano (BA).
Nel 2012 nasce MAD, sigla che segna la collaborazione tra Angela Ferrara e Dino Lorusso. MAD partecipa all’VIII Biennale Rocco Dicillo – Premio Internazionale d’Arte Contemporanea vincendo il I premio della sezione Installazione con l’opera Piombo 2012.
Tra le mostre recenti: 2025 – Fuck Design, Studio Dunia, Triggiano (Bari); 2024 – A cavallo di un manico di scopa. Fiaba, mito, narrazione, ex Asilo, L’Aquila (a cura di M. De Leonardis);; 2021 – Fiorinarte, Orto Botanico, Roma (a cura di M. De Leonardis); 2020 – Design, opera Bambola, Eumakers, Bari; 2019 – Collectionshow, opera 6/Mimmo, ItrArti, Bari (a cura di C. Fusca e S. Labini); Shibam / Sopravvivenza delle cose, Palodesign (a cura di M. Meschieri – M. Corrado); Un progetto per l’ambiente/ La pensilina (a cura di E. Chiddo); 2016 – Ceramica Mediterranea, Castello di Grottaglie (BA) (a cura di D. De Vincentis); 2015 – Al Safara. In viaggio tra Medio Oriente e Puglia – installazione 17x23x1_Ex-voto di MAD_Angela Ferrara e D. Lorusso, Lector in Fabula 2015, Conversano (BA); Collectionshow, opera Mater1, ItrArti, Bari (a cura A. Caporizzi e C. Fusca); Conviviale Mostra Ceramica 2015 Castello di Grottaglie, Castello Episcopio; ExpoMilano, opera Cuore di Puglia, mosaico in ceramica per il Comune di Triggiano (BA).
Velare, svelare, rivelare Muzna Al Musafer | Angela Ferrara a cura di Manuela De Leonardis 27 aprile -19 maggio 2026 via Ciro Menotti, 2 – 70019 Triggiano (Bari) martedì/domenica ore 18.00– 21.00
info e prenotazioni: duniassociazione@gmail.com @duniassociazione mob. +39 339.3187430

Le altre mostre
Giugno/Luglio 2026 – Lim Young Kyun | Daniele Nitti, Rethinking landscape
Settembre/Ottobre 2026 – Ahmed Faizan Naveed | Gianvito Zito, Foglie d’Autunno
Novembre/Dicembre 2026 – Sardar Hasani | Marco Marucci, 100Kabul










